Questo sito � stato realizzato con tecnologia Flash 7.0.
Se non visualizzi correttamente il filmato scarica il flash player
Oggi � il 22 Agosto 2017 | Mappa del Sito  MAPPA DEL SITO  |  Gallery  FOTOGALLERY |  Link Utili  LINK UTILI
ASSOCIAZIONE   SERVIZI   FORMAZIONE   AREA RISERVATA   COMUNICAZIONE    CONTATTI  
Argomenti


Ricerca nel Sito
Inserisci un termine di ricerca
 
 .

QUEGLI SCHELETRI CHE CHIAMANO ALBERGHI

 .
 

QUEGLI SCHELETRI CHE CHIAMANO ALBERGHI

Una battuta d'arresto alla prepotenza degli outlet del commercio è arrivata in questi giorni dal Tar, finalmente, dando a noi operatori del settore una speranza di rinsavimento dalla follia collettiva che sembra aver contagiato, negli ultimi anni, più di qualche soggetto, istituzionale e non.
La sentenza rappresenta una speranza, certamente, di tutelare le nostre attività commerciali dalle esagerazioni dello shopping fine a se stesso, ma anche e soprattutto una speranza per le nostre città affinché continuino a recare nel proprio grembo la vitalità che proviene dai circuiti umani, culturali ed economici che animano le piazze cittadine.
Chiamatela utopia, ma il mio sogno, che è poi lo stesso di Confcommercio Venezia, è quello di continuare a vedere vetrine colorate che illuminano i centri storici e giovani comitive che riempiono con le loro risate i bar della piazza all'ora dello spritz.
Ma mentre sogno e mi batto con la mia Associazione in nome delle nostre attività commerciali, progettando nuove soluzioni anche urbanistiche, mi accorgo che un altro fantasma sta minacciando le nostre attività, questa volta quelle turistiche. Parlo di fantasma, perché si tratta di una realtà asettica, senz'anima e senza cuore, senza storia e senza cultura, nata in nome del business e a danno di quell'economia locale che da sempre lavora per fidelizzare la clientela e non solo per ricavare introiti a qualunque costo. Una realtà che si fregia dell'appellativo di turistica ma che è ben lontana dalla nobile arte dell'ospitalità che il mondo riconosce ai veneziani ed ai veneti.
Dopo gli outlet del commercio - quelle cittadelle artificiali poste al di fuori dei centri storici che tentano di scimmiottarne le architetture e le dinamiche sociali - arrivano gli outlet del turismo - hotel scatoloni, ovviamente ubicati al di fuori delle città e ben accessibili dalle grandi arterie extraurbane.
Nell'uno e nell'altro caso, vi siete mai chiesti perché fuori dalla città? La scusa ufficiale sono gli ampi parcheggi e gli accessi agevoli. In realtà, dietro questa mistificazione del fare economia del territorio - in ambito commerciale o turistico che sia - ci sono interessi enormi, minori costi a fronte di benefici che, di fatto, costituiscono una concorrenza sleale legalizzata.
In provincia di Venezia ci troviamo di fronte ad un doppio fenomeno distruttivo per le strutture ricettive. Da un lato, il proliferare di questi complessi edilizi esterni alla città distoglie i flussi turistici dal centro cittadino, facendo si che gli ospiti si servano della città in modo frettoloso, sciupandola ma senza generare reale ricchezza al suo interno. D'altro lato, soprattutto a Venezia assistiamo sempre più a forme di abusivismo condotte nella piena illegalità, che costringono le attività ricettive del centro ad un ritocco continuo dei prezzi al ribasso nel tentativo di rimanere sul mercato.
Ma quel che è peggio e che la creazione di grandi strutture ricettive fuori dalla città penalizza, ancor prima che l'offerta alberghiera cittadina, lo stile stesso del fare ospitalità a Venezia, compromettendo le aspettative degli ospiti in termini non tanto di qualità, ma di tratti caratteristici dell'esperienza turistica vissuta. Costretti letteralmente a svendere i propri alberghi, gli albergatori corrono il rischio di svendere la tradizione dell'ospitalità veneziana, danneggiandone immagine e fatturati...
In ambito turistico queste scorciatoie non pagano, perché la forza di una città che vive di e per l'accoglienza, che ne fa il proprio emblema e la propria forza, non può che risiedere nella qualità dell'ospitalità. Possibile che non esistano incentivi per la difesa di questa qualità, per la quale Venezia è rinomata e per la quale i nostri operatori si battono quotidianamente? Possibile che anche nel caso del turismo, esattamente come è avvenuto per il commercio, a Venezia non si consideri come l'esternalizzazione delle attività al di fuori dei centri storici equivalga ad un depauperamento dei flussi economici, e di conseguenza all'indebolimento della Città anche dal punto di vista umano e sociale?
La sfida per il nostro turismo non sta nel continuare all'infinito a proporre strutture futuristiche e mastodontiche, che nulla c'entrano con la nostra tradizione e che saturano il mercato costringendo i nostri alberghi a chiudere. La sfida sta, questo sì, nel garantire un buon rapporto qualità prezzo per la ricettività, sempre nel massimo rispetto delle regole, purché quest'osservanza delle norme avvenga per tutti e soprattutto all'interno del tessuto cittadino.
Diversamente, come potremmo parlare di ospitalità veneziana facendo riferimento a colossi internazionali orientati ai tour operator piuttosto che agli ospiti, che nulla immaginano circa la fidelizzazione, l'accoglienza e la familiarità che si respira nelle strutture tradizionali di piccola-media gestione?
Questa non è la ricettività che serve alla nostra città: non le appartiene e certo non le apporterà sviluppo.
Per tornare ai sogni, l'ambizione di Confcommercio sta nel garantire un'ospitalità che sappia partire dal proprio territorio, dalle proprie tradizioni, dalla propria identità, riproponendoli a quanti la visitano come opportunità per avviare nuovi percorsi interpretativi e culturali. La risposta sta in una ricettività capace di aprirsi a quanto le è esteriore senza tuttavia esserne realmente contaminata dimenticando la propria essenza, le proprie origini.
Per quanto ci riguarda, noi che di questi sogni viviamo - e non solo metaforicamente - continueremo ad impegnarci finché non li vedremo realizzati, come dovrebbe essere nella naturalezza delle cose, finché commercio e turismo non riprenderanno a svilupparsi nella e per la Città di Venezia.

Massimo Zanon
Presidente Confcommercio Unione Venezia

08/02/2010


 
 .  .

Homepage Contattaci Mappa del Sito Copyright � 2000 / 2012 - Confcommercio Unione Venezia - C.F. 80012160273
Tel. 041.5310988 | E-MAIL: unione@confcom.it

CREDITS | PRIVACY
Ascom Chioggia Ascom Cavarzere - Cona Ascom Riviera del Brenta Ascom Marghera Ascom Mestre Ascom mirano Ascom Basso Piave Ascom Portogruaro Ascom Venezia e Isole