Questo sito � stato realizzato con tecnologia Flash 7.0.
Se non visualizzi correttamente il filmato scarica il flash player
Oggi � il 29 Maggio 2017 | Mappa del Sito  MAPPA DEL SITO  |  Gallery  FOTOGALLERY |  Link Utili  LINK UTILI
ASSOCIAZIONE   SERVIZI   FORMAZIONE   AREA RISERVATA   COMUNICAZIONE    CONTATTI  
Argomenti


Ricerca nel Sito
Inserisci un termine di ricerca
 
 .

I SALDI

 .
 

I SALDI NON SALVANO IL COMMERCIO

Finalmente un segnale positivo! Le vendite in apertura dei saldi vanno bene, per buona pace di consumatori e commercianti, che, almeno in questo periodo, sembrano aver accantonato le ombre angosciose della crisi. Tanta e tale era la paura che queste svendite non colmassero le aspettative che vi erano state riversate negli ultimi mesi, soprattutto alla luce delle polemiche e dei disaccordi emersi a proposito dell'anticipazione a fronte della totale liberalizzazione del periodo delle vendite di fine stagione, che l'entusiasmo ha regnato sovrano nel momento in cui esercenti ed acquirenti hanno verificato che la macchina dei saldi - almeno per quest'anno ed apparentemente - ha retto.
Entusiasmo comprensibile ma non del tutto condivisibile. Mi chiedo, fino a quando le nostre categorie potranno sostenere condizioni simili a quelle nelle quali hanno versato la scorsa stagione, tirando la cinghia tutto l'anno e sempre sul rischio del collasso, in attesa che la norma permetta loro letteralmente di svendere la propria merce in una corsa al ribasso che non risparmia niente e nessuno? E fino a quando i consumatori saranno disposti a scartare i propri pacchetti di Natale dopo le feste, pacchetti che quest'anno sono passati dall'essere esposti sotto l'albero all'essere riposti nella calza della Befana?
No, così non possiamo andare avanti. Del resto, la soluzione non passa neanche per i "furbetti" o, meglio, per quanti - di fronte al rischio della chiusura - hanno tentato delle vendite anticipate rispetto al periodo dei saldi non sempre lecite, camuffate in varie forme più o meno credibili. Il risultato è stato la sofferenza del comparto nel suo complesso, con la conseguente chiusura di tanti negozi, ed il fallimento economico e sociale di tanti colleghi. Sì, perché dietro ad ogni negozio di vicinato c'è una famiglia, che col proprio impegno contribuisce alla riuscita dell'economia sociale, e che non è accettabile non venga tutelata nella difesa della propria sussistenza.
Il riferimento, volutamente neanche troppo velato, è ad un impianto normativo rigido che sempre più costringe le nostre piccole imprese a sacrifici enormi per rimanere sul mercato, mentre di fatto favorisce i grandi outlet che di fatto svendono tutto l'anno, e nel periodo di saldi svendono... sullo svenduto. Sono gli effetti "collaterali" della liberalizzazione voluta allora dal Ministro Bersani, che ha fatto evolvere i vecchi spacci industriali all'interno del capannone in veri e propri negozi dislocati in grandi cittadelle veneto style di cemento e cartongesso. Non veri negozi ma emanazione diretta delle attività industriali, che in questo modo letteralmente soffocano il commercio di vicinato potendo contare su condizioni agevolate che non permettono una reale, paritaria e libera concorrenza.
Le condizioni nelle quali il commercio di vicinato si trova ad operare sono profondamente dissimili rispetto a qualche anno fa, non possiamo non rendercene conto. Ma soprattutto, non possiamo non intervenire: lo dobbiamo non solo ai nostri negozianti, ma anche ai nostri consumatori (ovvero cittadini), e soprattutto alle nostre città, sempre più vuote, grigie e depauperate.
Anticipare i saldi all'infinito spinge ad una guerra al ribasso, non salva le nostre imprese ma le distrugge. Al contrario, posticipare i saldi a fine stagione è anacronistico, non risolve le necessità contingenti, stringenti, nelle quali la maggior parte dei commercianti versano tutto l'anno. Né, d'altro canto, permette ai consumatori di effettuare i propri acquisti serenamente e nel reale momento del bisogno.
A questo punto, non sarebbe meglio un reale ripensamento del periodo dei saldi, che permetterebbe a tutti una più equilibrata ed oculata gestione del proprio patrimonio?
Non è una risposta, ma un quesito, doveroso, che io in prima persona mi pongo ogni giorno, ma come me sono certo interessi una gran parte di quanti avranno avuto la bontà di leggere questo mie personalissime riflessioni.

MASSIMO ZANON
PRESIDENTE CONFCOMMERCIO UNIONE VENEZIA

20/01/2010


 
 .  .

Homepage Contattaci Mappa del Sito Copyright � 2000 / 2012 - Confcommercio Unione Venezia - C.F. 80012160273
Tel. 041.5310988 | E-MAIL: unione@confcom.it

CREDITS | PRIVACY
Ascom Chioggia Ascom Cavarzere - Cona Ascom Riviera del Brenta Ascom Marghera Ascom Mestre Ascom mirano Ascom Basso Piave Ascom Portogruaro Ascom Venezia e Isole