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Signora ... Costituzione

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Non si dà del tu ad una Signora
che si chiama Costituzione....

Erano 70, erano saggi e forti dei loro valori: sono stati i padri che hanno scritto la Costituzione Italiana; guardarono avanti, molto avanti, in un tempo in cui bisognava ricostruire tutto, davvero tutto: l'Italia era sfatta - dalla guerra - gli italiani tentavano di rifarsi e ci riuscirono.
Uno dei pregi che da sempre è stato riconosciuto ai nostri legislatori fondamentali - così li chiamerebbero gli allievi di Kelsen - è stata la certosina scelta dei termini, la sapiente geometria degli equilibri, della ripartizione delle responsabilità per ciascun potere e branca dell'Amministrazione. Allora, si usava...

Signore si nasce e la nostra Costituzione, come da sempre riconosciuto in tutta Europa, "Signora, modestamente, lo nacque".
Con il tempo però accade che ad una signora non più in giovane età, che qualche giovinastro cominci dapprima a contarle le rughe - perdonabile e veniale - poi a consigliarle di praticare qualche ritocco - doveroso e, va detto, non solo restaurativo ma anche realmente carico di nuovo vigore -, finché qualche altro, un po' meno rispettoso ha cominciato a rivolgerle un qualunquista "tu" anziché il doveroso Voi: un Tu strisciante, melenso che può far più male di una spallata, come tutte le parole mal temperate.

Ed ecco cosa può accadere, ed anzi sta da tempo accadendo, quando l'andazzo sopra descritto si consolida... solo un esempio, ma molto significativo.

Metti l' l'art. 121 - "Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo presidente"...
Ma chi chiama più presidente il capo della Giunta Regionale?
Nessuno: tutti diventati, motu proprio giornalistico, governatori. E la cosa peggiore è che anche tra navigati politici, il termine governatore ha sostituito quello di Presidente della Giunta Regionale: tutti in corsa per emulare Schwarzenegger, (fisico e capacità recitative comprese?).

Come se niente fosse viene bypassato il significato profondo e istituzionale delle parole, in nome di una comunicazione più smart e trendy, sempre più indispensabile, soprattutto quando si deve parlare di argomenti, anzi di concept, che riguardano la governance del Paese, in modo che il mass media people possa saperne, nel tempo di uno spot, quanto basta -anzi, q.b. - per concentrarsi sul match quotidiano tra i due leaders sul ring politico. Politically correct, no problem... L'importante è essere... up to date?

Sarebbe opportuno che qualcuno, dando il buon esempio... tornasse alla Costituzione - almeno chi vuole metterci ad ogni piè sospinto le mani - chiamando le istituzioni con il loro nome e che non si desse credito a chi non appartiene al potere legislativo di insegnare la Costituzione o, peggio, di trovare scorciatoie per renderla prêt à porter, quasi fosse una comunicazione di servizio, magari escogitata dal Grande fratello.

Tra qualche mese molti Italiani andranno a votare per rinnovare Consiglio e Giunta regionale e per Presidente della Giunta: insomma daranno concretezza ad un preciso dettato Costituzionale, non ad un testo scaturito da articolo di giornale, da una battuta di un talk show.

Non si dà del Tu ad una Signora che si chiama Costituzione... non si tratta così l'unico prodotto che può davvero dirsi "Prodotto interamente in Italia".

01/07/2010


 
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