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Commercianti, prava gente?

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Commercianti, prava gente?

No, non è un errore!
E' scritto proprio prava con la p e il Poeta - Dante che di commercianti e di anime prave e brave se ne intendeva - spero non se ne abbia a male del prestito.
In questi giorni è iniziata la caccia ai falsi... saldi. C'è persino qualche assessore comunale che con zelo poliziesco si è messo a fare il detective: nelle vesti di un cliente qualsiasi va a verificare se i saldi sono reali o taroccati.

Non solo. In qualche caso ci si è spinti persino a snocciolare dati con l'infallibile metodo della... spannometria applicata, nuova branca dell'econometria politica locale, utilissima per dimostrare che male fanno i commercianti a levare "alti pianti ed alti lai" e che gli affari a fine anno sono andati meno peggio di quanto lamentato, anzi sono andati benone.
Ed outlet a parte: quelli, in paradiso, economico, ci stanno già!
Un tanto al chilo, anzi, parlando di moda, a capo...

E nonostante - ne va dato atto - in generale i media siano stati piuttosto equilibrati nel dare le notizie sui saldi non è mancata la consueta trasmissione televisiva che, grazie al patchwork del montaggio - mi pare si dica così... ma dalle nostre parti direbbero cucir pezze come viene viene - il commerciante italiano ne viene fuori proprio come un personaggio dantesco per il quale è stato creato un girone mediatico ad hoc: quello dei truffevasori.

Il Presidente di Federazione Moda Italia di Confcommercio Unione Venezia, Giannino Gabriel, raccolte le segnalazioni di alcuni colleghi, ha opportunamente sollevato il caso sottolineando quanto sia poco coerente che un amministratore pubblico, che non ha certo incarichi di polizia, affianchi chi di dovere in un'operazione che, proprio perché esclusivamente politica, finisce per screditare senza una ragione l'intera categoria dei ai cittadini commercianti del settore moda, operatori economici che per fortuna e nonostante la crisi riescono a stimolare ancora lo "struscio" nei sempre più abbandonati centri , storici e moderni che siano.

Chi ha responsabilità politiche, chi rappresenta altri interessi economici, fossero quelli di altre categorie o dei consumatori, ma non ha funzioni amministrative di polizia urbana, e viene a conoscenza di comportamenti di questo genere, bene fa a rilevarlo e a denunciarlo ma non alla stampa, bensì nelle forme e nelle modalità previste ovvero attraverso le competenti autorità, cioè la polizia locale.

Comunque trattandosi di atti illeciti tutto deve essere rigorosamente dimostrato e non solo affermato. Una dichiarazione a mezzo stampa dove ci si limita a sparare nel mucchio non solo lascia il tempo che trova ma appare francamente triste e non più tanto velatamente dannosa e poco rispettosa di un importante numero di operatori economici.

Del resto da tempo anche i consumatori e le loro associazioni di riferimento sanno quanto impegno sia stato profuso dalla categoria che in Federazione Moda Italia si ritrova rappresentata, per lavorare proprio coni clienti sui temi della contraffazione, della corretta applicazione del Codice sul consumo, dell'ettichettatura e della disciplia dei saldi. Attività che hanno contribuito non poco a creare un dialogo proficuo e una crescente fiducia tra negozianti e clienti, come dimostrato dagli incoraggianti dati sulla fidelizzazione.

Su questa scorta, il Presidente provinciale di federazione Moda Italia Gabriel tiene a sottolineare, a nome di tutti i suoi colleghi, che coloro che violano le norme e con artifizi ingannano il consumatore, vanno perseguiti con il massimo rigore di legge: siamo i primi a dire che danneggiano e disonorano l'intera categoria!

I conti un buon amministratore - della propria azienda e della propria città, poco importa - li fa sempre e solo alla fine. Così, su come sono andati i saldi invernali, è opportuno parlarne non prima del 1. marzo!, lasciando parlare i dati a consuntivo e non la spannometria.

Un dato positivo comunque è già emerso: si assiste ad un buon punto d'incontro fra domanda e offerta riconosciuto ed apprezzato da tutti imprenditori e consumatori: i primi infatti hanno rinunciato sostanzialmente a tutto il guadagno per pagarsi le merci, i secondi hanno saputo cogliere l'opportunità di un risparmio più che mai opportuno, riuscendo ad assecondare i propri bisogni pur in un periodo delicato per definire le priorità negli acquisti.

Triste e stonata, dunque, in questo clima di incipiente fiducia generalizzata sull'economia e sui suoi operatori, è scesa l'opinione denigratoria di qualche politico locale o di qualche trasmissione televisiva che puntava tutto sul "commercianti... prava gente!".

In fin dei conti se dopo questa lunga stagione di difficoltà l'economia tornerà... a riveder le stelle - lo speriamo tutti - sarà perché ciascuno a fatto il proprio dovere e ha dato il proprio contributo al cambiamento.

E per chi si è limitato a criticare... a spanne? Beh, nel girone degli accidiosi e degli ignavi, c'è sempre posto.

09/01/2009


 
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