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Che fa, concilia?

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Che fa, concilia?

Cause di Lavoro: non sempre conviene il giudizio

Le cause di lavoro, si sa, durano mediamente qualche anno, lasciano scontenti tutti, sono la pacchia degli avvocati, l’incubo dei giudici, un male incurabile della giustizia italianaperché intasano i tribunali e, quando e se arrivano alla fine, sentenziano su una situazione che è radicalmente cambiata e da molto tempo.
- E’ una questione di principio!E’ la frase più gettonata in questi casi: e via , parte quella che dovrebbe essere la madre di tutte le battaglie. Salvo poi capire,  - per entrambe le parti, lavoratore e datore di lavoro e senza distinzione per chi la causa l’abbia voluta con tutta l’anima o avesse voluto evitarla — che come altre più famose e recenti madri di tutte le battaglie diventa la madre di tutte le sabbie mobili.

Fortunatamente, però, prima di andare in giudizio c’è una tappa obbligata, un passaggio importante e, come vedremo, spesso risolutore:il tentativo di conciliazione. Di fronte ad un’apposita commissione, formata da un presidente, dirigente dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, da un rappresentante dei lavoratori e da uno dei datori di lavoro. Organizzazioni sindacali e associazioni categoria sono tutte rappresentate in seno alla commissione.

Perché allora non approfittare di questa opportunità? Una volta tanto credeteci: è meglio conciliare. Che poi non significa per niente dichiararsi sconfitti: in conciliazione non si sentenzia proprio nulla, non si decide  sul merito delle questioni o su chi ha torto o a ragione. Si previene il giudizio — con tutte le incognite e le conseguenze imprevedibili — che questo comporta, compreso il ribaltamento proprio di quella regione che si crede di avere in nome della “questione di principio”.

I numeri parlano abbastanza chiaro. Nel primo semestre del 2008 la Commissione di Conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) di Venezia ha trattato ben 921  controversie (+4,6% rispetto allo stesso periodo del 2007), molte delle quali “plurime” cioè interessanti più di un lavoratore per azienda e per controversia. Di queste 530 (+11%) conciliate per un importo  liquidato ai lavoratori pari, complessivamente, ad oltre 4,6 milioni di euro (nel primo semestre del 2007 si liquidarono poco più che 4 milioni di Euro).

E’ vero che anche una procedura di conciliazione può trascinarsi per alcuni mesi, ma la durata è davvero solo a discrezione delle parti e della loro buona volontà. Anche quando non si giunge ad un accordo o ad una transazione, gli effetti dello “sforzo obbligatorio” a conciliare conduce sempre a un risultato soddisfacente: sono in crescita anche gli accordi che si concludono poi in sede sindacale. La Commissione del DPL anzi cerca di accelerare i tempi, e propone di fissare  eventuali rinvii in tempi strettissimi, in ragione per lo più di giorni, al massimo di settimane.

Nel primo semestre del 2008 le nuove controversie instaurate sono state 2.204, in crescita del +5,7% rispetto a quelle avviate nel primo semestre dello scorso anno, durante il quale, le controversie complessivamente trattate sono state oltre 1.500 su dieci mesi e mezzo (agosto e l’ultima decina di dicembre la commissione sospende i lavori per la pausa estiva e le vacanze natalizie). Sempre nel 2007 l’importo complessivo liquidato ai lavoratori è stato pari a 8,6 milioni di Euro, e se il trend di conciliazione continuerà a crescere, non vi è dubbio che il dato sarà superato a fine 2008.

Vale la pena alle imprese di farsi i conti in tasca per verificare quanto è stato risparmiato in tempo, denaro altrimenti destinato alla causa legale, alla distrazione di risorse e personale ed ore perdute per l’imprenditore per restare in giudizio, per non parlare poi delle tasche dei lavoratori.
Conciliare -  certo bisogna saper fare un buon accordo, questo vale da entrambe le parti, pretendente e resistente — conviene, conviene sempre.

E su questo Confcommercio con i propri tecnici di diritto del lavoro presenti in tutte le Ascom dei mandamenti in  provincia di Venezia  è a disposizione dei propri associati per fornire tutta la necessaria assistenza, studiare un buon accordo, evitare li tempi eterni dei processi, minimizzare i costi.

Non è un caso che proprio il Commercio sia uno dei settori maggiormente interessati, con l’11% delle cause conciliate (contro il 9% dell’industria). Nel 2007, per il solo commercio, sono stte conciliate 78 controversie, per un importo complessivamente liquidato pari a 828.000 euro (9,6% del totale). Ma già nel solo primo semestre 2008 si è giunti a quota 607.000 pari al 13,2% del totale liquidato.

Se le imprese avessero continuato ad andare in giudizio queste somme si sarebbero dovute moltiplicare per quattro, cinque e in qualche caso dieci volte. E così anche il tempo perduto, anziché in qualche mese si sarebbe dovuto calcolare in quinquenni.

Allora che fa, concilia?

30/07/2008


 
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