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Dalla Terra al Banco

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Dalla Terra al Banco …

E il Banco è a Terra!

E’ ufficiale: quello del commerciante è un mestiere in estinzione. Almeno, quello del commerciante “autentico” …

Eh sì, perché dopo gli ipermercati che diventano farmacie ed i centri commerciali che riforniscono carburante, adesso arriva anche il “farmer market” a complicare le cose. Così, da oggi, anche i produttori si mettono a vendere direttamente: come se quello del commerciante non fosse un mestiere - che implica abilità, esperienza e competenza - quanto un mero esercizio di improvvisazione.

Naturalmente la Legge incoraggia e tutela questo “mercato degli agricoltori”, che a partire dal prossimo autunno si insedierà in pianta stabile in una zona del Parco di San Giuliano con un appuntamento settimanale (guarda caso, probabilmente di sabato… e il mercato di Marghera?).

E intanto, proliferano i consulenti di ogni cosa, che erodono spazi e lavoro ai professionisti dei servizi. E a Venezia, la città del turismo, si discute attorno all’opportunità di precludere gli accessi ai turisti, nel nome di un improbabile turismo di qualità.

In questo terziario dove tutto diventa il contrario della propria originaria ragion d’essere, la domanda non è tanto dove si andrà a finire, quanto dove finiranno gli imprenditori essenzialmente dediti al commercio, al turismo ed ai servizi.

La Legge protegge praticamente tutti i settori: coltivatori, artigiani, persino industriali. Ma all’autenticità di commercianti, esercenti e professionisti del terziario, al loro valore sociale, alle tradizioni che recano in grembo attraverso le loro storiche attività, ed al danno che costoro ricevono nel vedere impropriamente attribuite a soggetti terzi le proprie competenze, possibile non ci pensi nessuno?

Possibile che populisticamente si cerchi solo di fare colpo sui consumatori e sui loro portafogli attraverso l’eliminazione radicale dell’intermediazione (dal produttore al consumatore), senza capire che una delle vie strategiche per incentivare i consumi e soddisfare la clientela passa proprio per il supporto e la valorizzazione del settore terziario?

Viene da chiedersi anche come sia possibile, nel medio-lungo periodo, rendere quello dei farmer market qualcosa di più di un esperimento occasionale. A livello di logistica, ad esempio, si insinua il dubbio che i nuovi costi per il trasporto ed il mantenimento della merce possano col tempo finire per gravare proprio sul consumatore finale, in aggiunta a quelli già esistenti.

Senza parlare del valore di un mestiere, quello del commerciante, apprezzabile e dignitoso, ma anche difficile da portare avanti se non sorretto da un’adeguata esperienza e da un alto grado di professionalità. Il commerciante, che tante volte è talmente vincolato dai controlli e distratto dalla burocrazia da non riuscire ad espletare al meglio quel mestiere per esercitare il quale è andato incontro a tanti sacrifici, economici e personali. Lui, che voleva solamente vendere un prodotto, onestamente e col sorriso, a contatto col proprio cliente e con la propria Città.

Allora: va bene il libero mercato, purché non ci sia chi è più libero di altri …

Noemi Simonini

28/05/2008


 
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