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FEDERAZIONE MODAITALIA

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ASSEMBLEA PROVINCIALE FEDERAZIONE MODAITALIA: CONTRAFFAZIONE, FALSI E VENDITE ABUSIVE

Mestre, 5 dicembre 2011

Forse dieci o quindici anni fa vucumprà poteva suscitare più ilarità che fastidio, più simpatia che repulsione. Ma quella che sembrava, allora, una colorita ma non eccessivamente invadente - ed invasiva - forma di self made man tra il picaresco e il mercante orientale ha lasciato il posto ad un identikit criminale e criminogeno del falsario, semi industriale, divenendo una piaga sociale per implicazioni e per reati connessi.

Le nazionalità sono oggi le più diverse, con una sorta di "gerarchia" che controlla le diverse articolazioni della "filiera", mentre si creano veri e propri distretti produttivi e distributive paralleli: la fenomenologia del falso e dell'abuso risponde a vere e proprie strategie aziendali: la premiata ditta ha una sua "dottrina economica", a cominciare dalla regola aurea: "nessuna regola".
Anche contraffazione e vendite abusive rispondono alla legge del mercato.
Se l'occasione rende l'uomo ladro - e falsificatore - la crisi rende il consumatore - magari "distratto" - bugiardo con se stesso: egli si priva delle garanzie di qualità, di sicurezza, di igiene, e rende lecito il falso, prodotto da un falso produttore e venduto da un falso venditore.

Che fare? Anzitutto rieduchiamoci tutti al buon acquisto ma, parallelamente, siano applicate le pene già previste per i reati di contraffazione, abuso e per i reati connessi - dalle violazioni delle fondamentali regole del lavoro a quelle dei doveri fiscali, della tutela della proprietà intellettuale sino alle norme igienico sanitarie. E' partendo da una concreta politica delle sicurezza che si deve ripartire per combattere questo fenomeno criminoso.

L'Assemblea Provinciale 2011 di federazione Moda Italia ha voluto dedicare un'attenzione esclusiva quest'anno a questo fenomeno, con l'intento di articolare una prima risposta che fosse anzitutto di intelligence, perché costruita partendo dalla condivisione e dalla consapevolezza delle informazioni sulla genesi, le dinamiche, i comportamenti elusivi tra tutti i soggetti coinvolti (imprese, loro associazioni, Forze dell'Ordine, Enti Locali).
Ma l'obiettivo concreto da perseguire è quello di giungere a definire e ad attuare una vera policy aggressiva, in grado di combattere il fenomeno, con mezzi e metodi effettivi, perché non indulgenti ed efficaci perché valutabili, sia in termini economici che di sicurezza del cittadino. Un cammino aspro e difficile, ma indispensabile per giungere a far amare di nuovo il "vero e il genuino", ovvero il primo valore di riferimento del made in italy, del commerciante, del produttore e del cittadino italiano.

mimetype ALL_Locandina.pdf

24/11/2011


 
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