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TURISMO

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TURISMO:

CRISI E COLPE DELLA POLITICA

Tanto tuonò che infine piovve. Dopo anni di accorati appelli al buon senso, dopo elaborazioni che dati alla mano dimostravano che moltiplicare le strutture alberghiere non significava aprire al mercato ma solo miope carenza di programmazione, pigrizia amministrativa con interessi immobiliari che nulla hanno a vedere con il Turismo;  dopo la richiesta di una pianificazione a livello regionale del numero degli esercizi alberghieri non finalizzata alla difesa corporativa dell'esistente ma a consentire interventi in qualità senza demonizzare il nuovo, quest'anno purtroppo arrivano  puntuali i primi riscontri negativi di questa dissennata politica.
Siamo stanchi di ripetere che sinché i sindaci per fare cassa disporranno solo della leva degli oneri di urbanizzazione e delle future rendite Ici saranno forzatamente naturali ed entusiasti partner di qualunque iniziativa immobiliare. I primi dati che possediamo sull'andamento dell’anno 2008 parlano di un arretramento del nostro comparto sia in termini dei numeri, presenze tanto cari ai politici, ma soprattutto in termini di fatturati  che sono il vero metro della salute di un settore.
L'arretramento è generalizzato, colpisce città d'arte e località di villeggiatura, e trasversale alle categorie, contagia il nuovo come il vecchio. Il paragone con gli amici commercianti, parte integrante dell'offerta turistica regionale, viene naturale: viviamo in uno strano paese che prima cede senza combattere tutto il comparto della grande distribuzione a multinazionali estere, poi aumenta a dismisura le pianificazioni di centri commerciali, salvo accorgersi a buoi fuggiti di aver distrutto il tessuto dei negozi di prossimità e svuotato i centri storici, snaturando il concetto stesso di civiltà del vivere che in mille anni ci eravamo costruiti.
Ora si cerca grottescamente da un lato di costruire nuovi outlet in forma di finti villaggi per renderli più pittoreschi ed accattivanti, quasi il Veneto fosse Las Vegas che deve riprodursi Bellagio, Venezia e le Piramidi non possedendo gli originali, dall'altro di recuperare disperatamente i centri storici come centri commerciali naturali. Stiamo percorrendo nel ricettivo la stessa strada a dimostrazione che la storia purtroppo non insegna nulla a chi non la sa leggere ed interpretare o, peggio, non la conosce affatto. Vi posso assicurare che l'opera di sensibilizzazione svolta dalla vostra Federazione regionale continuerà come e più di prima, avrà anzi nuovi argomenti pesanti basati sui riscontri di oggi che vanno a confermare quanto inutilmente predicato negli anni; se prima raffiguravamo un potenziale pericolo, oggi che abbiamo i barbari alle porte possiamo purtroppo dimostrare la fondatezza delle nostre preoccupazioni.
Solo con una pianificazione a livello regionale, condivisa dalle amministrazioni provinciali e recepita dai singoli Comuni, potremo porre argine alla situazione ed anzi rilanciare in qualità il comparto, dando agli imprenditori la certezza che potranno pianificare i loro ingenti investimenti in un quadro certo e non con l'incubo che, finita un'onerosa  ristrutturazione, al loro fianco potrà sorgere dal nulla una megastruttura, così come per beffa. 

Marco Michielli

Presidente Federalberghi Veneto

15/09/2008


 
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