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ASSEMBLEA PROVINCIALE FEDERMODA

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ASSEMBLEA PROVINCIALE FEDERMODA

Successo per l'innovativo convegno sulla moda organizzato dall'Unione Prov.le

La moda tra industriali, outlet e negozi di vicinato. E' partita da Venezia un'iniziativa che vuole fare da apri-pista a livello nazionale: Confcommercio Unione Venezia e Federazione Moda Italia hanno riunito per la prima volta attorno allo stesso tavolo i principali protagonisti della filiera: commercianti e industriali, franchising e associazioni di categoria, il SOSE (Società Studi di Settore) e la Regione. Tutti insieme lunedì 3 maggio al Palazzo del Turismo di Jesolo si sono confrontati su come sarà il mercato della Moda nel prossimo futuro, quali scenari si prospettano per i nostri commercianti e per i consumatori. "In un momento cruciale per il settore, riteniamo indispensabile avviare un tavolo di discussione sulle strategie da adottare, e vogliamo farlo proprio da Venezia", dichiara il presidente provinciale Federazione Moda Italia Giannino Gabriel.

All'Assemblea sono intervenuti per Federazione Moda Italia il Presidente Nazionale Renato Borghi, la Presidente Regionale Graziella Tabacchi Basevi, il Presidente Provinciale Giannino Gabriel; per Confcommercio il Presidente Regionale Veneto Massimo Zanon, oltre a Borghi stesso che è anche Vicepresidente Confederale. Tra i relatori, anche l'Amministratore Delegato di Altana Spa Barbara Donadon, il consulente legale di Assofranchising Prof. Aldo Frignani, il presidente del SOSE Giampietro Brunello. Infine, per la parte politico-istituzionale era presente il neoassessore al Commercio della Regione Veneto Maria Luisa Coppola.

Lo scenario che si è delineato è quello di una crisi - o, come meglio esprime il Patriarca di Venezia Scola, di un "travaglio" - che mostra ancora forti segni di sofferenza, soprattutto sotto il profilo dei fatturati. Secondo il Centro Studi di Confcommercio Unione Venezia, tra le 3295 imprese del settore moda della provincia di Venezia nel 2009, rispetto all'anno precedente, le ditte che hanno fatturato con segno negativo sono il 72%, delle quali il 50% ha subito un decremento di fatturato superiore al 10%.

Per quanto riguarda in particolare i temi specifici di categoria, Il Presidente Borghi e i commercianti in Assemblea hanno espresso alcune idee chiare: ridefinire i ruoli del settore secondario e settore terziario, studiare nuovi rapporti con gli industriali, sapendo collaborare essendo alternativi alla GDO e ai franchising; regolare le vendite straordinarie a livello nazionale o per macroaree; rivedere i contratti di fornitura; chiarire una volta per tutte - con un apposito disegno di legge che verrà presentato dalla Federazione Nazionale - la differenza tra outlet e spacci aziendali, al fine di evitare che gli outlet costituiscano sempre più lo sconfinamento dell'industria nel terziario, senza averne però gli stessi obblighi di legge.

Il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon ha ricordato che "I negozi di vicinato stanno soffrendo da un lato per la crisi economica, dall'altro per l'evoluzione del settore che, soprattutto nella nostra regione, si è tradotto in un incremento considerevole di centri commerciali periferici, che in provincia di Venezia hanno trovato terreno privilegiato, svuotando pesantemente i centri storici naturali. E' chiaro che è in atto un cambiamento - afferma Zanon - non siamo qui per subirlo, ma per cominciare a governarlo. Ad esempio, portando i centri commerciali nei cuori urbani, e non più fuori città".

L'Assessore Regionale al Commercio Isy Coppola ha accolto positivamente l'invito al dialogo, annunciando l'apertura di un tavolo permanente con le Categorie per riequilibrare il sistema distributivo, cominciando a lavorare dal documento ereditato dal predecessore Sartor, già risultato di un importante confronto e collaborazione con Confcommercio Regionale.

Un importante sguardo all'immediato futuro l'ha lanciato Giampietro Brunello, Presidente del SOSE, il quale ha annunciato che dal 2010 arriveranno gli studi di settore regionalizzati: "Ogni Regione avrà i suoi studi di settore, su misura, i criteri poggeranno su dati concreti che stiamo già raccogliendo. Tra questi, ad esempio, l'incidenza di un outlet sui negozi tradizionali posti a 10, 20 o 70 km di distanza, e il peso della territorialità sugli affitti degli immobili commerciali. Dai primi risultati - prosegue Brunello - abbiamo già potuto notare che i fatturati diminuiscono man mano che le distanze si accorciano; in tal senso, i dati potranno essere utilizzati anche per capire dove convenga aprire un'attività e di quale tipo."

La moda dunque riprende il proprio cammino da Venezia inaugurando una nuova stagione, fatta non più di soli ‘no', ma anche di proposte concrete. Il segnale lanciato da Jesolo è chiaro: la moda del futuro i commercianti veneziani vogliono farla ripartire da casa loro, da sempre crocevia del commercio e oggi laboratorio di un nuovo dialogo non solo tra i protagonisti del settore, ma anche tra questi e le Istituzioni.

06/05/2010


 
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