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Imprese del terziario

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Imprese del terziario

In frenata le cessazioni

Il saldo tra imprese nate e cancellate segna purtroppo un nuovo dato negativo, ma la contrazione appare sensibilmente più contenuta rispetto a quella registrata nel 2009.
Le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio relative all'intero 2010 indicano per il commercio italiano un saldo negativo di circa 25mila imprese (nel 2009 sono state 28.273), per il settore degli alberghi e pubblici esercizi il saldo negativo sarà meno di 5 mila imprese (5.111 nel 2009) mentre per gli altri servizi si arriverà a circa 16mila imprese (20.842 nel 2009).
Tuttavia se la cosiddetta mortalità può ritenersi in diminuzione, i numeri assoluti rimangono ancora allarmanti.
Infatti, le cessazioni di imprese nel 2010 sono state: 79.948 nel commercio, 18.340 negli alberghi e pubblici esercizi, 50.339 negli altri servizi.
Solo in parte la cessazione di imprese risponde ad esigenze di ristrutturazione come, ad esempio, l'accorpamento, la fusione ovvero un salto di qualità nella tipologia societaria. Ancora debole, inoltre, il numero di imprese del tutto nuove sula scena economica nazionale e locale, benché lì'apertura di nuove realtà commerciali e più in generale del terziario stia a dimostrare comunque un'evoluzione sia della tipologia merceologiche che in quella organizzativa e di governance, connaturata alla nascita di attività nuove legate alle trasformazioni delle dinamiche economiche e della più generale diversificata domanda di prodotti e servizi.
Si può invece constatare una sempre più rilevante diminuzione delle imprese, come i negozi di dettaglio di vicinato, che dovrebbero rispondere ad una reale - e per altro crescente - domanda di servizio anche sociale da parte dei cittadini, e non solo dei più anziani ma anche dei giovani e dei nuovi nuclei familiari alle prese con nuovi stili di vita, orari sempre più diversificati e mutamento degli assetti urbani.
Va pero sottolineato che la difficile situazione economica no sta comportando solo una selezione, ma diviene anche elemento di cambiamento e appare come un'opportunità per chi voglia e sappia attivarsi con interventi innovativi in seno alla propria azienda.
Nel commercio al dettaglio, ad esempio, cresce l'innovazione sia nei formati e nelle formule, sia nella mentalità di fare imprenditoria, come testimonia il numero delle forme giuridiche societarie, e in particolare delle società di capitale, quasi raddoppiato nel corso degli ultimi 10 anni (dal 5,9% nel 2000 al 10,1% nel 2010).
Per il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha commentato il recente Rapporto sui Consumi 2010 - "Dopo un 2010 difficile per l'economia e le imprese si rischia che il 2011 sia ancora un anno di convalescenza", e guarda al 2012 come anno dell'effettiva inversione di tendenza.
Infatti, continua Sangalli "Solo dal 2012 le nostre previsioni segnalano elementi di più robusta ripresa con una crescita dei consumi dell'1,6%, sorretta dal patrimonio di fiducia delle famiglie che, durante e dopo la crisi, hanno sempre mostrato capacità di reazione e vitalità. "
Il Presidente Confederale, inoltre, sottolinea che "Occorre accelerare ed intensificare tutte le azioni, le politiche, le riforme utili al rafforzamento della crescita, della produttività, della competitività ed al riassorbimento della disoccupazione".
Determinate in questo contesto la questione fiscale:"Diventa infatti indispensabile" - incalza Sangalli - "una progressiva e compatibile riduzione della pressione fiscale complessiva. E' questa la via maestra per ridare fiato ai consumi delle famiglie ed agli investimenti delle imprese".

13/01/2011


 
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