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Economia italiana

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L'economia italiana?

Stabile l'inflazione ma è la pressione fiscale alta a preoccupare

L'inflazione in Italia a novembre è rimasta stabile - secondo i dati ISTAT - conseguendo per il secondo mese consecutivo, quindi anche a novembre, un incremento su base annua del +1,7.
Se la stabilità sarà confermata anche per il mese di dicembre, allora potrebbe già delinearsi come credibile una stima, per l'intero anno assestata intorno all'incremento di un punto e mezzo percentuale dei prezzi per beni e servizi della collettività rispetto al 2009.
Gli aumenti più significativi tra ottobre e novembre sono si sono registrati pr i seguwnti beni e servizi: comunicazioni (+0,7%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%) e ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%).
Si registrano invece in controtendenza: servizi ricettivi e di ristorazione (-1%) e trasporti (-0,1%).
Su base annua, il 2010 si contraddistingue per un picco registrato da bevande alcoliche e tabacchi (+3,9%) e trasporti (+3,3%).
mentre sempre rispetto all'analogo periodo del 2009, si sono contratti i prezzi per le comunicazioni (-1,6%).
Ma se l'inflazione segnala una tregua, anche in conseguenza al calo dei consumi, è la pressione fiscale a preoccupare poiché secondo gli studi dell'OCSE, il maglio del fisco italiano si sarebbe persino appesantito giungendo a prelevare, nel 2009, il 43,5 per cento del prodotto interno lordo.
Nel 2008 l'autorevole organizzazione internazionale economica aveva già lanciato l'allarme indicando che ogni 100 euro, 43,3 se li intascava il fisco.
Un primato che condividiamo con Danimarca e Svezia, che sono prime ma che sono anche note per il sistema di welfare più pesante e, soprattutto, per la gamma e la qualità eccellenti dei servizi resi alla collettività.
Sempre secondo il report dell'OCSE, contenuto nel periodico ''Revenue Statistics'', l'Italia supera ormai il Belgio (che anzi è diminuito dal 44,2% del 2008 al 43,2% del 2009).
Un peso, questa della pressione fiscale, ce rischia di minare ulteriormente il recupero dell'occupazione che, anzi, in tutta Europa continua a registrare variazioni negative.
Nel terzo trimestre dell'anno, infatti, secondo i dati Eurostat, l'occupazione nei 16 Paesi dell'Eurozona è rimasta invariata rispetto al trimestre precedente mentre è diminuita dello 0,2% rispetto allo stesso trimestre del 2009.

16/12/2010


 
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