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Sicurezza & Società di Capitali

la Cassazione dice si alla responsabilità del Consiglio d'Amministrazione

La Corte di Cassazione, con una sentenza dello scorso 4 novembre ha stabilito che, anche in presenza di una delega di funzioni in materia di sicurezza e igiene del lavoro, in caso di gravi e generalizzate inadempienze in materia di sicurezza è responsabile l'intero Consiglio di amministrazione della società.
Nel caso vi sia comunque un'eventuale delega di gestione, conferita a uno o più amministratori e che sia specifica e comprensiva dei poteri di spesa, la Cassazione ha sentenziato che, pur potendo esservi una riduzione della portata della posizione di garanzia attribuita agli ulteriori componenti del Consiglio, la responsabilità non sarà comunque mai esclusa interamente in quanto non possono comunque essere trasferiti i doveri di controllo sul generale andamento della gestione e di intervento sostitutivo, in caso di mancato esercizio della delega.
I giudici richiamano in tal senso l'art. 2392 del codice civile in tema di società per azioni il quale, nel prevedere che gli amministratori nella gestione della società devono adempiere ai doveri ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo, stabilisce che, anche se alcuni compiti sono attribuiti a uno o più amministratori, gli altri componenti "sono solidamente responsabili se non hanno vigilato sul generale andamento della gestione."
Il che significa, almeno per le società, che pure nel caso in cui la delega sulla sicurezza è affidata ad un singolo componente, tutta l'amministrazione ha una posizione di garanzia in caso di incidenti.
La Cassazione, del resto, richiama che proprio a proposito società di capitali, aveva già avuto modo di esprimersi in diverse sentenze in merito agli obblighi inerenti alla prevenzione degli infortuni ed igiene del lavoro posti a carico del datore di lavoro nel senso che questi gravano indistintamente su tutti i componenti del Consiglio di amministrazione.
Di rilievo, inoltre, è anche il riconoscimento da parte della medesima corte della legittimazione alla costituzione di parte civile di tutte le associazioni che rappresentano i lavoratori, anche di fatto, in quanto non è necessaria che tali enti di rappresentanza abbiano personalità giuridica potendo perciò pretendere direttamente anche i danni morali.
Per completezza di informazione si allega il testo integrale della sentenza.

24/11/2010


 
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