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MADE IN ITALY

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AGGIORNAMENTI SU "MADE IN ITALY" E "MADE IN"

Mentre in Italia è rinviata l'applicazione della legge Reguzzoni-Versace sul "Made in Italy", il Parlamento Europeo dà il primo sì al "Made in"

In data 30 settembre 2010 il Presidente del Consiglio dei ministri ha emanato una direttiva con la quale si stabilisce che l'applicazione delle disposizioni della Legge 8 aprile 2010, n.55 (Reguzzoni-Versace), che doveva entrare in vigore dal 1° ottobre 2010, è rinviata. Le nuove regole potranno considerarsi effettivamente applicabili solo dopo l'adozione del decreto interministeriale attuativo previsto dalla legge stessa. Nell'attesa, continueranno ad applicarsi le norme del codice doganale comunitario, così come indicato anche dalla circolare dell'Agenzia delle dogane prot. 119919/RU del 22 settembre 2010, con la quale gli uffici dell'agenzia hanno dichiarato inapplicabili le sanzioni fino a che l'Unione europea esprimerà il parere sui decreti attuativi.

In Europa invece il 29 settembre la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha adottato a larghissima maggioranza, con 19 voti a favore e soltanto 2 contrari, la relazione di Cristiana Muscardini sull'Indicazione del paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi. Quando adottato, il nuovo Regolamento avrà lo scopo di informare correttamente i consumatori europei circa il paese d'origine di diverse categorie di merci, come l'abbigliamento, il tessile, le calzature, la ceramica, l'oreficeria.
Le parole "made in", insieme con l'indicazione del paese, debbono essere apposte "in un linguaggio facilmente comprensibile dai consumatori dello Stato membro in cui le merci devono essere commercializzate". I deputati hanno inserito un emendamento per consentire l'uso della lingua inglese, come possibile alternativa, in tutta l'UE. Il regolamento si applica solo ai prodotti che sono destinati a consumatori finali. La garanzia non copre i prodotti della pesca e dell'acquacoltura o alimentari, né merci originarie dell'Unione europea, la Turchia, Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
La proposta della Commissione non aveva previsto un sistema armonizzato di sanzioni in caso di violazione delle regole, pertanto i deputati hanno sostenuto l'introduzione di sanzioni armonizzate per garantire che le norme siano applicate in modo uniforme in tutti gli Stati membri. Il provvedimento, una volta adottato dal Parlamento e dal Consiglio, sarà applicabile in tutti gli Stati membri a partire da un anno dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. I deputati hanno anche modificato la proposta di regolamento per obbligare la Commissione a effettuare uno studio sui suoi effetti, entro tre anni dalla sua entrata in vigore. Con l'adozione definitiva del provvedimento la legislazione UE si allineerà a quella dei partner commerciali più importanti come Stati Uniti, Canada, Cina, Australia.

04/10/2010


 
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