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Negozi di vicinato

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Negozi di vicinato

Verso una possibile seconda vita?

Con questo primo di due articoli dedichiamo una riflessione ad una recente indagine di Confcommercio Imprese per l'Italia nazionale che mette a fuoco alcuni "punti di forza" della rete di negozi di vicinato sui quali Confcommercio e gli stessi Comuni stanno rivolgendo particolare attenzione in termini di progettualità per il loro rilancio e soprattutto per dar loro una nuova competitività ed appetibilità che potrebbe finalmente contrastare la preponderanza della grande distribuzione organizzata.
In questo primo articolo vogliamo concentrarci sugli elementi positivi emersi dall'indagine che confermano la "riscoperta" del negozio tradizionale, mentre nella seconda puntata andremo a vedere il nuovo ruolo che la rete del commercio di vicinato può e sta avendo per salvare e rilanciare il tessuto urbano e la qualità della vita dei Comuni italiani.

Cominciamo subito con il guardare in faccia la realtà e quindi i dati: di Unioncamere ha recentemente rilevato che le vendite al dettaglio, nel 2009, hanno registrato una flessione pari allo 0,9% rispetto al 2004.
Le imprese commerciali con meno di sei addetti hanno a registrato una contrazione pari al -2,2%, mentre sono riusciti a resistere, anzi a crescere, le imprese più strutturate e la grande distribuzione (+1,4% in particolare per l'alimentare).
Tuttavia, come Confcommercio Imprese per l'Italia nazionale fa notare, il quadro va completato anche con i segnali positivi, ovvero con le misure di rilancio e di sostegno che, avviate un po' in tutto il Paese, stanno dando i primi frutti, anche in considerazione della difficilissima congiuntura attuale e comunque di un'incontestabile selezione darwiniana delle unità locali.
Per esempio, se una Regione come l'autonoma Sicilia ha potuto mettere a disposizione 20 milioni di euro per incentivare l'apertura di esercizi commerciali di vicinato, anche nelle altre regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto in testa, è stato possibile, grazie alla progettualità delle locali strutture di territoriali di Confcommercio, cogliere le opportunità per rilanciare i centri commerciali naturali e coniugare necessità di rinnovamento organizzativo ed estetico con rilancio della competitività ed appetibilità dei negozi del centro rispetto ai complessi artificiali costituiti dai centri commerciali "fuori porta".
Quali sono gli elementi che possono contribuire ad una rinnovata attenzione del consumatore nei confronti del negozio di vicinato?
Dall'analisi di Confcommercio emergono alcuni interessanti punti di forza suinquali vale la pena di riflettere e fosse di tornare a investire. Eccoli in sintesi.
1. La congiuntura economica negativa sta inducendo le famiglie a spendere solo piccole cifre di volta in volta: e il consumatore è oramai pienamente consapevole che nella grande distribuzione la spesa viene... psicologicamente gonfiata grazie all'atmosfera e alla minor percezione delle reali necessità di consumo;
2. Si va riscoprendo -anche da parte delle Amministrazioni comunali, va detto - il ruolo sociale del negozio di vicinato: la popolazione anziana è in costante crescita, poco "mobile" e quindi poco propensa a "spaesarsi" nei grandi supermercati situati in periferia. Per non parlare poi della possibilità di ritrovare un contatto umano, un consiglio e un confidente proprio nella clientela abituale e di quartiere e soprattutto nel negoziante.
3. Ma anche per i giovani, sempre più single o in famiglie sempre più "small" il negozio sotto casa e le quantità commisurate ai più ridotti consumi sono un vantaggio: magari se i negozi rispondono con una maggior flessibilità di apertura e incontrano le esigenze di orario, come un'apertura serale.
4. A rimarcare comunque il ruolo sociale del piccolo esercizio infine,va considerato che si valuta più solo il prezzo praticato da un esercizio ma anche per la possibilità di stabilire rapporti interpersonali, di stima e di fiducia -sino a giungere aduna vera e propria richiesta di consulenza considerata come un plus irrinunciabile sia durante e che dopo la vendita - con il proprietario o con quanti ci lavorano dentro.
Basti pensare, e i giovani ne sanno qualcosa, a quante volte si chiede al negoziante qualche prezioso consiglio per preparare una buona cena o come usare un prodotto o un capo di vestiario delicato!
Appuntamento al prossimo articolo il cui titolo sarà Se la cara vecchia bottega mi riaccende il centro.

15/07/2010


 
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