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ETICHETTATURA

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ETICHETTATURA

Disposizioni su prodotti tessili, pelletteria e calzaturieri

Si informa che la X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, riunita in sede deliberante, ha approvato definitivamente in data 17 marzo 2010 la Proposta di Legge n. 2624-B relativa a "Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri".

Il provvedimento istituisce un sistema di etichettatura obbligatoria per i prodotti finiti ed intermedi destinati alla vendita nel settore tessile, della pelletteria e della calzatura al fine di consentire ai consumatori finali di ricevere un'adeguata informazione sul processo di lavorazione dei prodotti, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, e dell'articolo 6, comma 1 del D.lgs 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni (codice del consumo).

Tale sistema di etichettatura deve evidenziare il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione ed assicurare la tracciabilità dei prodotti stessi.

Il comma 2 dell'art. 1 del provvedimento in oggetto definisce come "prodotto tessile" ogni tessuto o filato, naturale, sintetico o artificiale, che costituisca parte del prodotto finito o intermedio destinato all'abbigliamento, oppure all'utilizzazione quale accessorio da abbigliamento, oppure all'impiego quale materiale componente di prodotti destinati all'arredo della casa e all'arredamento, intesi nelle loro più vaste accezioni, oppure come prodotto calzaturiero.

L'impresa produttrice deve fornire nell'etichetta dei prodotti finiti ed intermedi, in modo chiaro e sintetico informazioni relative alla:

- conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, garantendo il rispetto delle convenzioni siglate in seno all'Organizzazione internazionale del lavoro lungo tutta la catena di fornitura;

- certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti;

- esclusione dell'impiego di minori nella produzione;

- rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale.

Di particolare rilevanza la disposizione relativa a quali prodotti, tra quelli precedentemente indicati, possano fregiarsi dell'indicazione "Made in Italy" (art. 1 c. 4).

A tal fine è necessario che le fasi di lavorazione:

- abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale;

- almeno due delle fasi previste per ciascuna settore siano state eseguite in Italia;

- sia identificabile dove siano state eseguite le fasi rimanenti.
Nel settore tessile, per fasi di lavorazione si intendono: la filatura, la tessitura, la nobilitazione e la confezione compiute nel territorio italiano anche utilizzando fibre naturali, artificiali o sintetiche di importazione.

Nel settore della pelletteria, per fasi di lavorazione si intendono: la concia, il taglio, la preparazione, l'assemblaggio e la rifinizione compiuti nel territorio italiano anche utilizzando pellame grezzo di importazione.

Nel settore calzaturiero, per fasi di lavorazione si intendono: la concia, la lavorazione della tomaia, l'assemblaggio e la rifinizione compiuti nel territorio italiano anche utilizzando pellame grezzo di importazione.

Per ciascun prodotto dei succitati settori che non abbia i requisiti per l'impiego dell'indicazione "Made in Italy", resta salvo l'obbligo di etichettatura con l'indicazione dello Stato di provenienza, nel rispetto della normativa comunitaria (vedi Regolamento 2913/92 - Codice Doganale Comunitario).

Ai fini dell'attribuzione dell'indicazione "Made in Italy" vengono, inoltre, previste specifiche disposizioni riguardanti il settore conciario e quello dei divani.

Per prodotto conciario si intende il prodotto come definito all'articolo 1 della legge 16 dicembre 1966, n. 1112, che costituisca parte del prodotto finito o intermedio destinato all'abbigliamento, oppure all'utilizzazione quale accessorio da abbigliamento, oppure all'impiego quale materiale componente di prodotti destinati all'arredo della casa e all'arredamento, intesi nelle loro più vaste accezioni, oppure come prodotto calzaturiero.

Le fasi di lavorazione del prodotto conciario si concretizzano in riviera, concia, riconcia, tintura-ingrasso-rifinizione.

Nel caso del settore dei divani, infine, per fasi di lavorazione si intendono: la concia, la lavorazione del poliuretano, l'assemblaggio dei fusti, il taglio della pelle e del tessuto, il cucito della pelle e del tessuto, l'assemblaggio e la rifinizione compiuti nel territorio italiano anche utilizzando pellame grezzo di importazione.

La legge prevede, oltre ad una serie di norme di attuazione, un sistema di sanzioni che stabilisce che:

- chiunque violi l'obbligo relativo all'etichettatura dei prodotti del settore tessile, della pelletteria e della calzatura o quello inerente al rispetto delle disposizioni relative all'utilizzo dell'indicazione "Made in Italy" nei settori indicati ed in quelli della concia e dei divani è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Nei casi di maggiore gravità la sanzione è aumentata fino a due terzi. Nei casi di minore gravità la sanzione è diminuita fino a due terzi. Si applicano il sequestro e la confisca delle merci;

- l'impresa che violi le medesime disposizioni è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 30.000 a 70.000 euro. Nei casi di maggiore gravità la sanzione è aumentata fino a due terzi. Nei casi di minore gravità la sanzione è diminuita fino a due terzi. In caso di reiterazione della violazione è disposta la sospensione dell'attività per un periodo da un mese a un anno;

- sempre nel caso di violazione delle sopracitate disposizioni, se esse sono commesse reiteratamente si applica la pena della reclusione da uno a tre anni. Qualora le violazioni siano commesse attraverso attività organizzate, si applica la pena della reclusione da tre a sette anni.

Le disposizioni riguardanti il sistema di etichettatura, l'impiego dell'indicazione "Made in Italy" e quelle relative alle sanzioni acquistano efficacia dal 1° ottobre 2010.

25/03/2010


 
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