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Registro Imprese - nuovi obblighi pubblicitari per le società

L'articolo 42 della Legge comunitaria 2008, recepita nel nostro ordinamento con la legge n.88/2009, ha introdotto delle modifiche all'art. 2250 ed all'art. 2630 c.c. riguardanti rispettivamente gli obblighi di pubblicità per alcuni tipi di società ed il regime sanzionatorio in caso di omessa esecuzione di denunce, comunicazioni, depositi al Registro Imprese.
Si ricorda che le società soggette all'obbligo d'iscrizione al R.I., devono indicare negli atti e nella corrispondenza (ad es. atti, contratti, fatture, lettere, ordinativi etc) le seguenti informazioni:
• sede della società
• ufficio del Registro Imprese dove trovasi iscritta e relativo numero di iscrizione
• capitale effettivamente versato e quale risulta esistente dall'ultimo bilancio (società di capitali)
• stato di liquidazione in seguito allo scioglimento
• stato di unipersonalità (spa ed srl).

Con le modifiche introdotte dall'art.42 all'art. 2250 C.C. le società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata) sono inoltre soggette ad un obbligo ulteriore, cioè di pubblicare le informazioni sopra descritte anche nei siti web di cui dispongono le società stesse.

Per le società di capitali la legge in commento ha inoltre previsto la facoltà di pubblicazione degli atti per cui e' obbligatoria l'iscrizione o il deposito in apposita sezione del Registro delle imprese, anche in altra lingua ufficiale delle Comunità europee.
Tale pubblicazione dovrà essere corredata da traduzione giurata di un esperto.
In caso di discordanza fra l'atto in lingua italiana e quello pubblicato in lingua diversa, detti atti non saranno opponibili ai terzi, fatta salva per la società la facoltà di dimostrare da parte dei terzi medesimi la conoscenza del contenuto dell'atto in lingua italiana.
Dal 29 Luglio, tutte le società che omettono di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dal novellato art. 2250 c.c. incorreranno nella sanzione stabilita da un minimo di 206 ad un massimo di 2065 euro - secondo la previsione dell'articolo 2630 c. c. - da porsi a carico di ciascun componente l'organo amministrativo.

28/08/2009


 
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