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Ortofrutticoli freschi

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Ortofrutticoli freschi

Nuove norme di commercializzazione

Il regolamento (CE) n. 1580/2007, come da ultimo modificato dal regolamento (CE) n. 1221/2008, ha deregolamentato sostanzialmente la normativa comunitaria concernente le norme di commercializzazione degli ortofrutticoli freschi e i relativi controlli di conformità, riducendo sensibilmente il numero di prodotti sottoposti a norma di commercializzazione specifica.
La nuova normativa comunitaria è in vigore al 1° luglio.
Il Decreto nazionale di attuazione delle norme comunitarie di commercializzazione degli ortofrutticoli freschi è in via di emanazione, porterà il n. 4982, sarà datato 25 giugno 2009 e titolato: "Disposizioni nazionali in materia di controlli di conformità alle norme di commercializzazione applicabili nel settore degli ortofrutticoli freschi e delle banane, in attuazione dei regolamenti (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, (CE) n. 1580/2007 della Commissione e (CE) n. 2257/94 della Commissione.
Di seguito, gli aspetti di maggior rilievo:
- la Commissione europea ha ridotto a dieci i prodotti soggetti a norma specifica: si tratta di mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uve da tavola e pomodori, che rappresentano il 75% in valore degli scambi europei;
- di conseguenza, i prodotti le cui norme di commercializzazione sono state abrogate sono: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocadi, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof;
- l'azione di semplificazione, fortemente sostenuta dal Commissario Fischer Boel, è stata vanificata dall'intervento del nostro Ministero dell'Agricoltura che, ai dieci prodotti soggetti a normativa specifica, ha aggiunto altri nove prodotti sottoposti a norma generale; i prodotti in questione sono: agli, ciliegie, meloni, carciofi, melanzane, fagiolini, carote, cavolfiori e cipolle;
- le disposizioni comunitarie relative ai dieci principali prodotti sono in vigore dal 1° luglio; le disposizioni nazionali sugli altri prodotti entreranno in vigore al momento della pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale;
- l'AGEA assume il nuovo ruolo di autorità incaricata del coordinamento delle attività dei controlli di conformità alle norme di commercializzazione, subentrando all'Agecontrol SpA nella funzione regolatrice di settore;
- l'organismo responsabile della mera esecuzione delle attività legate ai controlli obbligatori di conformità alle norme di commercializzazione resta l'Agecontrol SpA;
- resta in vigore la banca dati nazionale, realizzata dall'AGEA all'interno del SIAN; la banca viene messa a disposizione dell'Agecontrol, che ne cura il relativo aggiornamento, nonché delle Regioni, in base alle procedure previste nel nuovo manuale (allegato all'emanando decreto) e nelle disposizioni attuative emanate dall'AGEA;
- come in precedenza, sono tenuti all'iscrizione nella banca tutti gli operatori che prendono parte alla commercializzazione, anche nella fase di vendita al dettaglio, degli ortofrutticoli freschi soggetti a norme di commercializzazione.
Sotto il profilo organizzativo, si evidenzia che si sono rivelati infruttuosi i tentativi della Confederazione diretti a modificare il nuovo decreto ministeriale.
Non è stata accolta la richiesta di confermare, e non ampliare, l'elenco dei dieci principali prodotti individuati dalla Commissione (più prodotti, più norme di commercializzazione, più possibilità di sanzioni).
Non ha avuto seguito la richiesta di elevare l'obbligo di iscrizione alla banca dati dagli attuali 60.000 euro annui di fatturato a 600.000 euro.
A tal proposito si ricorda che il limite dei 60.000 euro che obbliga le imprese all'iscrizione alla banca dati nazionale era legato al fatturato relativo ai prodotti precedentemente soggetti a specifiche norme di commercializzazione.
Avendo la normativa comunitaria ridotto a dieci i prodotti soggetti a specifiche norme, la Confederazione aveva conseguentemente chiesto l'innalzamento a 600.000 euro del limite per l'obbligo d'iscrizione.
A sostegno di tale richiesta, era stato sottolineato più volte l'esempio della Francia che ha una banca dati con 1.200 aziende iscritte mentre la banca dati italiana è arrivata ad elencare ben 45.000 aziende. Il fatturato del 95% di queste ultime non ha alcun rilievo di natuta statistica od operativa.
Si è perduta quindi - a nostro avviso - un'occasione importante per snellire il sistema da inutili formalità burocratiche, ridurne i costi di gestione, evitare le sanzioni che hanno colpito i nostri operatori, non tanto per il mancato rispetto dell'indicazione della qualità dei prodotti ortofrutticoli (qualità extra, prima o seconda categoria) quanto per gli aspetti formali e burocratici relativi soprattutto alla mancata iscrizione od al la mancata cancellazione dalla banca dati.

08/07/2009


 
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