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Sentenze della Corte di Cassazione su applicazione IRAP

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite con le sentenze del 26 maggio 2009, n. 12108/2009, n. 12109/2009 e n. 12110/2009, è intervenuta sulla questione relativa all'assoggettamento o meno all'IRAP delle attività svolte dagli agenti di commercio formulando il principio secondo il quale, in tema di imposta regionale sull'attività produttiva, "l'esercizio delle attività di agente di commercio è escluso dall'applicazione dell'imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzate".

Il requisito dell'autonoma organizzazione è, quindi, presupposto necessario dell'imposta e ricorre qualora il contribuente:

• sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione, e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

• impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Il principio pronunciato mette fine ad una lunga diatriba giurisprudenziale circa la possibilità di considerare i contribuenti impegnati nell'esercizio delle attività ausiliare previste dall'art. 2195 del codice civile (come nel caso di specie quelle esercitate dagli agenti di commercio) quali:

- "lavoratori autonomi professionali" e, quindi, assoggettabili ad IRAP solo qualora fosse accertata un'organizzazione autonoma della loro attività;

ovvero,

- contribuenti assoggettabili ad IRAP, comunque, "ontologicamente", in relazione al fatto che svolgono una delle attività considerate dal richiamato art. 2195 del codice civile.

Pronunciandosi in tal senso la Corte di Cassazione apre agli agenti di commercio la possibilità di ottenere il rimborso d'imposta per i periodi di imposta in cui l'Irap è stata indebitamente versata in quanto non sussistevano i requisiti di autonoma organizzazione.

Al riguardo, si precisa che l'accertamento dei suddetti requisiti, il cui onere della prova della mancata esistenza spetta al contribuente, è di competenza del giudice di merito e risulta insindacabile in sede di legittimità se fondatamente motivato.

Detto questo, ed alla luce del principio espresso a sezioni unite dai giudici di legittimità, si consiglia, quindi:

• di effettuare il pagamento dell'imposta dovuta per il periodo d'imposta 2008;

• presentare istanza di rimborso, ex art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, per il periodo d'imposta 2008 e per i precedenti per i quali non è ancora scaduto il termine per la richiesta di rimborso;

• in caso di rifiuto espresso o tacito al rimborso dell'imposta, proporre ricorso alla Commissione tributaria provinciale ex art. 18 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.

05/06/2009


 
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