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Il punto di vista del cluster marittimo

In occasione della seconda tappa del Road Show PMI di Confcommercio a Venezia, il Presidente di Federagenti, Filippo Gallo è intervenuto sottolineando la valenza del ruolo svolto dall'Economia del Mare in Italia e nel Veneto e puntualizzando gli aspetti strategici per il rilancio del settore marittimo-portuale. Un settore che vale il 2,7% del PIL nazionale (5% del PIL Veneto) e che occupa oltre 390mila addetti(11mila in Veneto) ma che sta vivendo gravi difficoltà in questo momento storico di crisi economica e finanziaria mondiale. Infatti la diminuzione globale del flusso delle merci in import e export che viaggia per oltre il 90% via mare, è la causa principale dei dati preoccupanti forniti da Federagenti: 1milione e mezzo di container vuoti, 600 navi portacontainer ferme, il crollo dei noli, rotte cancellate, il crescente ridimensionamento del personale.
Inoltre a livello nazionale, questo scenario già complesso e difficile, viene amplificato dal forte gap infrastrutturale dovuto alla scarsa competitività di porti, ferrovie, snodi intermodali, strade e autostrade, dogane. Una percezione condivisa dalle PMI che giudicano per il 34,1% secondo un'indagine Confcommercio-Format, insufficiente o del tutto carente l'accessibilità al sistema delle infrastrutture e dei trasporti del nostro paese. Occorre potersi proporre come seri interlocutori nello scacchiere del Mediterraneo, affrontando la crisi odierna e preparandosi alla ripresa.
E' per questo che viene da più parti auspicata la riforma della legge 84/1994, tema che ha tenuto banco anche al convegno dell'Ancip del 26 gennaio a Roma, in cui si è discusso di una strategia di intervento nel settore articolata in due fasi: la prima per fronteggiare nell' immediato la crisi congiunturale e la seconda di medio-lungo termine, per varare la riforma organica della legge; in merito a questo il Presidente di Assologistica Nereo Marcucci ha sostenuto la necessità di una proposta unitaria da parte di tutto il cluster marittimo, da sottoporre all'attenzione delle istituzioni. Una riflessione affine a quella dell'Ing. Incalza che al seminario dello Cnel tenutosi il 3 febbraio nella capitale, ha indicato come la debolezza del sistema Italia sia dovuta ai localismi che impediscono l'affermazione di una visione strategica di fondo per il sistema nazionale di trasporti e logistica. Durante il seminario è emersa anche da un lato l'esigenza di definire un nuovo equilibrio fra Stato e Regioni nell'attribuzione delle competenze in materia portuale e da un altro l'aspra critica del Presidente di Assoporti Francesco Nerli, ai tagli effettuati dal Governo al fondo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti destinato ai porti e la soppressione di quello perequativo per le spese di manutenzione dei porti delle autorità portuali.

07/04/2009


 
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