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OCCUPAZIONE

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Veneto prima Regione a proporre un piano per fronteggiare la crisi

Il 6 febbraio scorso è stato sottoscritto, tra Regione del Veneto e Parti Sociali, l'Accordo Quadro sulle linee guida per fronteggiare la crisi occupazionale del Veneto. Anticipando gli interventi statali e coerente con la nuova legge in discussione in Consiglio Regionale, le linee guida definiscono misure concrete che la Regione intende adottare sia con risorse proprie che con risorse del Fondo Sociale Europeo, sia con l'assunzione di ulteriori strumenti per la maggiore efficacia di sostegno al reddito.
In particolare si è deciso: 1) l'estensione delle tutele, che assicura a tutti i lavoratori coinvolti nei processi di crisi un sostegno al reddito adeguato per ammontare e durata. In via di prima approssimazione si indica come obiettivo generale da raggiungere una durata dell'intervento complessivo per la maggior parte dei lavoratori interessati fino ad un massimo di 14 mesi; 2) l'utilizzo ottimale degli strumenti finanziari ordinari e straordinari disponibili mediante una razionale combinazione dei trattamenti ordinari e dei trattamenti in deroga ed il ricorso aggiuntivo a fondi comunitari, regionali e mutualistici; 3) coerenza nell'utilizzo dei vari strumenti, ponendo in sequenza le misure adottabili, distinte secondo l'obiettivo di tenere legato il lavoratore all'impresa nella prospettiva di una ripresa, o accompagnare il lavoratore verso un nuovo impiego; 4) sostegno al rilancio delle imprese, evitando che le difficoltà congiunturali portino alla cessazione delle attività ed alla distruzione di posti di lavoro; 5) con il Piano di politiche attive del lavoro si intende destinare maggiori risorse alla "politiche attive di reimpiego", da attivare tramite i Centri per l'impiego ed altri organismi accreditati.
Con un approccio integrato che combina l'uso degli ammortizzatori e le risorse messe in campo, si mira a realizzare un sistema di convenienze tra lavoratori e imprese orientato alla ricollocazione. Da ultimo saranno compiuti tutti gli sforzi per prevenire e contrastare il pericolo di un uso distorto degli ammortizzatori in deroga e di ricorso al lavoro irregolare o sommerso. Oltre al rafforzamento dell'attività di vigilanza, si reputa necessario definire un percorso semplice, non burocratico ma rigoroso che assicuri il rispetto non formale della disponibilità dei lavoratori ai percorsi di reinserimento. Si propone di utilizzare il "patto di servizio" con i Centri per l'impiego, già sperimentato, la cui stipula costituisce condizione sia per accedere agli ammortizzatori in deroga, sia per beneficiare delle "doti", con la previsione di un impianto sanzionatorio efficace ed effettivo. L'accordo tra Stato e Regioni e Provincie Autonome è stato firmato il 12 febbraio scorso.

03/03/2009


 
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