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LOGISTICA

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LOGISTICA, INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ.

Confcommercio chiede maggior attenzione: se ne parlerà all'Assemblea Generale dell'Unione il 26 febbraio

Cresce l'attenzione del sistema Confcommercio per le tematiche legate alla mobilità e alle infrastrutture. Non si parte da zero, anzi numerosi sono le rappresentanze di sindacato del variegato settore della logistica e dei trasporti aderenti a Confcommercio. Tuttavia il sistema sta rilanciando sul territorio nazionale e tra le diverse realtà locali l''interesse e l'attività progettuale proprio per acquisire maggior peso e partecipare alle decisioni strategiche che interesseranno nei prossimi mesi il Governo nazionale e, sempre più determinante, quello dei governi delle singole Regioni.

Naturalmente il Veneto e Venezia sono in prima fila su questa tematica. Non è un caso che proprio a Venezia, in occasione dell'Assemblea Generale di Confcommercio Unione Venezia, il prossimo 26 febbraio, Confcommercio nazionale ha delegato il compito di organizzare un ampio dibattito che vedrà protagonisti, tra gli altri, il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, l'On. Michele P. Meta, il Commissario europeo ai Trasporti, Tajani e i presidenti delle grandi infrastrutture locali (Aeroporto, Porto, Autostrade).

Tra gli obiettivi prioritari, uno interessa proprio la nostra Unione e il territorio provinciale sul quale essa insiste: la portualità.

Perché? Da un lato, dobbiamo rappresentare e quindi associare tutte le componenti della filiera logistico-portuale presenti all'interno del sistema confederale e, dall'altro, rappresentare gli interessi delle imprese del terziario verso i sistemi di trasporto e logistica, quali essenziali strumenti per l'accessibilità e la competitività dei territori.

Non va dimenticato che l'interrelazione portualità e urbanità, e quindi con le attività del commercio, del turismo e dei servizi nel senso più ampio, è determinata proprio dal fatto che in Italia i maggiori porti (Venezia, Napoli, Genova, Trieste...) sono parte integrante di una struttura anzitutto urbana.

Ciò comporta, a livello logistico, alcune ulteriori complicazioni in termini di modalità d'uso del territorio, di disponibilità di spazi, di volumi di traffici, che solo attraverso lo sviluppo integrato dell'entità città-porto possono essere affrontate in modo efficace.

Ma per contare di più oltre alla rappresentatività, primo passo fondamentale, occorre che Confcommercio ottenga l'obiettivo fondamentale di modificare la legge 84/94 sulla disciplina dei porti perché in seno all'Autorità Portuale possa sedere e partecipare attivamente alla governance anche una propria componente, attualmente non prevista nel testo legislativo.

In particolare Confcommercio deve esprimere un proprio rappresentante in seno ai Comitati Portuali, principali organi di governo dei porti, a rappresentanti delle imprese del commercio, turismo e dei servizi per migliorare l'integrazione tra gli scali e questo importante comparto dell'economia nazionale.

Ciò anche per poter davvero garantire la pluralità imprenditoriale e la concorrenza nei porti, evitando di allargare il perimetro dei servizi erogati in regime di monopolio e ripristinando un assetto normativo del lavoro temporaneo rispettoso del principio di libertà sindacale sancito dall'art. 39 della Costituzione.

Per quanto riguardo il cammino della riforma della L. 84/94 sulla disciplina dei porti, al momento si stanno sviluppando due iniziative: una di natura parlamentare sui tre disegni di legge attualmente in discussione, l'altra di origine governativa di cui dovremmo a breve conoscere i contenuti. Resta, pertanto, l'incognita su come le azioni dell'Esecutivo e del Parlamento si concretizzeranno e si integreranno tra loro.

11/02/2009


 
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