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SICUREZZA

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RAPPORTO CONFCOMMERCIO SULLA SICUREZZA

Criminalità, danni per 700 mln

Ammontano a circa 700 milioni di euro le perdite per il mondo dell’impresa connesse alla criminalità subita (anche in termini di tempo speso per denunce e visite mediche). Ossia lo 0,5% del valore aggiunto del commercio, pari allo 0,1% del Pil dell’Italia.
A completare il quadro il dato secondo cui la maggioranza dei commercianti italiani, per la precisione il 62%, ritiene che i livelli di sicurezza per la propria impresa tra il 2006 e il 2007 siano rimasti uguali, mentre il 31% xhe siano peggiorati e solo il 4% che siano migliorati. Pur constatando il persistere di un giudizio negativo sull’evoluzione del fenomeno, rispetto all’anno precedente è calata la percezione del peggioramento.
L’indagine condotta da Gfk Eurisko per conto di Confcommercio, dal titolo “Economia e criminalità in Italia”, fornisce il quadro sul binomio commercio-sicurezza. Commentando i dati del sondaggio, realizzato tra marzo — aprile 2008 attraverso un questionario inviato ad oltre 50mila imprese associate a Confcommercio secondo una logica di rappresentatività delle aziende per tipologia (numero addetti, settore di appartenenza e residenza geografica) il Presidente Carlo Sangalli ha sottolineato che il 7% dei commercianti italiani ha intenzione di spostare la propria attività o di chiuderla per problemi legati alla criminalità. I dati dicono che ogni anno un negozio su 9 subisce un reato, e cioè una rapina, u furto o una richiesta di estorsione. E ancora: si impiegano mediamente 7 giorni lavorativi del titolare dell’impresa per denunciare il reato e per avviare le pratiche burocratiche.
Attualmente sembrano più ottimisti i commercianti al nordovest e al sud, meno al centro. In particolare, per quanto riguarda l’andamento dei diversi tipi di crimini, è nei furti e nelle rapine che si denota un più marcato andamento negativo:il 54% vede un aumento nei furti, il 41% nelle rapine, di nuovo, i residenti del centro risultano più pessimisti degli altri. Seguono estorsioni e usura, rimaste invariate tra il 2006 e il 2007 per quasi la metà del campione, in aumento per un quinto di esso e in diminuzione per solo il 6% degli intervistati.
Spiega Sangalli: “I risultati del sondaggio parlano chiaro: il 90% degli intervistati ha messo al primo o al secondo posto l’intervento dello Stato tra le misure più efficaci per la sicurezza delle imprese. Imprese che si aspettano una risposta forte, e a fronte di questa richiesta sono pronti a fare la loro parte fino in fondo”. Sangalli ha sottolineato che gli immigrati sono una risorsa preziosa per l’Italia, che è un Paese che invecchia e che ha bisogno di giovani per l’intera economia e per l imprese, “ma è una risorsa che deve essere gestita e non subita, garantendo integrazione, accoglienza e rispetto della regole. Nell’interesse degli stessi immigrati e dei cittadini italiani. Perché solo attraverso il rispetto da parte di tutti dei reciproci diritti e doveri è possibile garantire la legalità e la sicurezza, ma anche e soprattutto combattere la piaga del lavoro nero e delle attività sommerse che innescano una spirale di degrado, povertà e disperazione che spingono al crimine”.
Il Presidente affronta anche il problema delle risorse da destinare alla sicurezza rilevando come: “Le forze dell’ordine sono cronicamente in carenza di organico e le risorse finanziarie destinate agli investimenti e ai consumi intermedi - ossia ai mezzi e agli strumenti necessari per contrastare la criminalità - sono spesso insufficienti. Non voglio entrare nel merito del dibattito sul reperimento e sulla quantità delle risorse da destinare alla sicurezza ma credo che in termini di ottimizzazione e razionalizzazione qualcosa possa essere fatto”.
Immediata la risposta del Ministro Maroni, presente alla presentazione del Rapporto, avvenuta a Roma il 22 luglio: “Nei prossimi giorni convocherò il Comitato nazionale ordine e Sicurezza per dare il via libera al piano di utilizzo di 3 mila militari per controllare il territorio, che è già pronto. Ciò consentirà di lasciare più liberi polizia e carabinieri per controllare il territorio e prevenire i reati comuni”.

29/07/2008


 
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