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Rapporti di Lavoro

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DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAPPORTI DI LAVORO

Decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008 il decreto legge n.112 (disponibile sul sito http://www.gazzettaufficiale.it) recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”. Varato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 18 giugno, anticipa  sostanzialmente la manovra economica, che tradizionalmente occupava le Aule di Camera e Senato in autunno e che quest’anno il Governo ha deciso di accorpare al Documento di programmazione economica e finanziaria.

La manovra - volta ad assicurare obiettivi di stabilizzazione della finanza pubblica sul triennio 2009, 2010 e 2011 - è articolata anche quest’anno quindi, oltre che su un disegno di legge — che sarà oggetto di successive comunicazioni -  anche su un decreto legge, le cui disposizioni sono entrate in vigore il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (25 giugno 2008).

Particolarmente rilevanti per il settore turismo sono le norme diventate operative in tema di lavoro: oltre alla possibilità di fare nuovamente ricorso al lavoro a chiamata, nella formulazione originale della Riforma Biagi, il decreto permette anche di svolgere la formazione esclusivamente aziendale nell’apprendistato con una comunicazione molto più semplificata. Sono stati eliminati il sistema delle dimissioni online e quello della previsione di aumenti contributivi per i contratti di lavoro a tempo parziale con orario inferiore alle dodici ore settimanali.

Di seguito i contenuti principali del decreto in materia di rapporti di lavoro:

1. Contratto a termine (art.21)

Al fine di fugare i dubbi esistenti in merito al carattere eccezionale del contratto a termine, viene precisato che esso può essere instaurato anche per ragioni riferibili all’ordinaria attività del datore di lavoro.

Con riferimento alla nuova disciplina legale che ha stabilito in misura pari a 36 mesi anche non continuativi il limite massimo di durata per i contratti a termine, si demanda alla contrattazione collettiva nazionale, territoriale o aziendale la facoltà di determinare disposizioni in deroga. Naturalmente il rinvio è fatto sempre alle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

La medesima possibilità di deroga è prevista riguardo al diritto di precedenza nelle nuove assunzioni a tempo indeterminato per le stesse mansioni, introdotto dalla legge n. 247/07 a favore dei lavoratori a termine che abbiano lavorato per un periodo superiore a sei mesi.

E’ prevista, dopo 24 mesi, una verifica fra il Ministero del Lavoro e le parti sociali sugli effetti delle nuove disposizioni in materia di contratti a termine.

2. Lavoro occasionale di tipo accessorio (art. 22)

E’ stata lievemente modificata l’elencazione dei destinatari del nuovo istituto di cui agli articoli 70 e ss. Del d. lgs. 276/03, fra i quali, comunque, permangono le imprese familiari nei soli settori del  commercio turismo e servizi. Da notare l’inclusione dei “periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni” che frequentino regolari cicli di studi.

L’individuazione di una fattispecie di carattere temporale piuttosto che di natura oggettiva può creare qualche problema interpretativo per il quale rinviamo ad un momento successivo.

Viene snellita la procedura attuativa posta in capo al Ministero del Lavoro e vengono individuati nell’INPS e nelle Agenzie per il lavoro disciplinate dallo stesso decreto 276 (agenzie di somministrazione, di intermediazione,  di ricerca e selezione del personale ecc.) i concessionari immediatamente legittimati a liquidare i buoni (vaucher) rilasciati ai lavoratori a titolo retributivo.

3. Apprendistato professionalizzante (art. 23)

Il Governo affronta il tema dell’apprendistato rafforzando notevolmente il ruolo della contrattazione, in linea con le indicazioni contenute nella legge 247/07 ed in una logica di continuità con la propria azione durante il precedete Governo di centro-destra.

Dopo il comma 5 bis dell’articolo 49 del decreto 276/03, che già aveva demandato ai contratti la disciplina dell’apprendistato professionalizzante, in una logica di sussidiarietà rispetto alle disposizioni delle regioni, viene aggiunto ora il comma 4 ter che demanda in via definitiva alla contrattazione nazionale, territoriale o aziendale ovvero agli enti bilaterali la individuazione dei profili formativi, nel caso in cui la formazione sia impartita esclusivamente dalle aziende.

I medesimi soggetti fissano anche la durata e le modalità di erogazione della formazione nonché il riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione sul libretto formativo.  Tali previsioni determinano, per via legislativa, quel riconoscimento delle funzioni degli enti bilaterali che il CCNL del Terziario aveva previsto sin dal rinnovo del 2004 e che in passato era stato messo in discussione da alcune circolari del Ministero del Lavoro.

Viene inoltre soppressa la durata minima fissata in due anni.

4. Orario di lavoro (art. 41)

Si elencano di seguito le numerose modifiche che introducono disposizioni  applicative di completamento della normativa di cui al d. lgs. n. 66/03.

· Definizione lavoratore notturno: viene individuato per legge un periodo minimo di tre ore lavorative; tuttavia la testuale formulazione della modifica mal si inserisce nel precedente testo di legge e sarà necessario, pertanto, tornare sull’argomento.
· La definizione di “lavoratore mobile” è modificata con il riferimento all’attività di trasposto passeggeri e merci che s’intende sia “per conto proprio che di terzi”.
· Particolarmente attesa anche l’integrazione delle attività cui non si applicano le disposizioni di legge in materia di orario di lavoro con gli addetti ai servizi di vigilanza privata.
· Ulteriore eccezione alla continuatività del riposo giornaliero è riferita ora anche alle attività caratterizzate da “regimi di reperibilità”.
· Di notevole rilievo la norma per la quale il giorno di riposo settimanale va calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni. Ciò risolve non pochi problemi in particolare per l’organizzazione dell’attività nei periodi di derogabilità alla chiusura domenicale ed all’obbligo della coincidenza del riposo con la domenica.
· Un importante chiarimento, atteso da tempo, definisce meglio il concetto di attività  a turni, ai fini del diritto alla consecutività delle 24 ore di riposo settimanale e del cumulo di queste con le 11 ore di riposo giornaliero; si ha, quindi, una  tale attività anche quando il singolo lavoratore, sia pure non inserito in una squadra, cambi il proprio turno: pertanto sarà possibile usufruire del periodo di riposo in maniera frazionata.
· In tema di deroghe alla disciplina sul riposo giornaliero, le pause ed il lavoro notturno, è favorito l’intervento della contrattazione collettiva anche integrativa di secondo livello (territoriale o aziendale), in assenza di disposizioni specifiche da parte dei CCNL.
· Notevolmente riviste le disposizioni in materia di sanzioni per infrazioni al riposo giornaliero e settimanale: in tali ipotesi viene eliminata la conseguenza della sospensione dell’attività prevista dalla ben nota Legge n. 123/07, da noi a lungo contrastata, e vengono diversamente articolate le sanzioni amministrative per tali mancanze. In particolare è incrementata la pena pecuniaria per la violazione del riposo settimanale i cui importi minimo e massimo aumentano rispettivamente da 105/630 a 130/780 euro. La sanzione per violazione al riposo giornaliero, ridotta nel valore (da 105/630 a 25/100 euro) viene però meglio specificata con il collegamento ad ogni singolo lavoratore e ad ogni periodo di 24 ore.
· Probabilmente di valore sistematico l’eliminazione dalle fattispecie sanzionate del richiamo al limite dell’orario normale di lavoro di 40 ore settimanali (art. 3 comma 1, d. lgs. n. 66/03) in quanto già compresa nelle sanzioni alle disposizioni in tema di lavoro straordinario (art. 5, commi 3 e 5 del d. lgs. n. 66/03).

5. Adempimenti di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro e tenuta dei documenti di lavoro  (articoli 39 e 40)

Viene dedicata una attenzione particolare alla tanto attesa semplificazione degli adempimenti burocratici innanzitutto con l’abrogazione dei libri matricola e dei libri paga, sostituiti da un “libro unico del lavoro” nel quale, con riferimento ai lavoratori di occupati con qualunque forma di rapporto lavorativo (subordinato, “co. co. co.”, associazione in partecipazione) devono essere riportati tutti i riferimenti anagrafici e quelli relativi al rapporto lavorativo (qualifica e livello, retribuzione, anzianità di servizio e posizioni assicurative) e tutte le altre indicazioni già previste circa i trattamenti economici e le trattenute, le prestazioni ricevute dagli enti previdenziali, le presenze e le ore lavorate, le assenze, le ferie ed i riposi.

Il libro unico va compilato mensilmente entro il giorno 16 del mese successivo.

Un decreto del Ministero del Lavoro disciplinerà, entro trenta giorni,  la fase transitoria con le modalità e tempi di tenuta del nuovo documento; pertanto facciamo riserva di tornare sull’argomento con apposita comunicazione esplicativa.

In materia di sanzioni collegate alla tenuta  del libro unico assistiamo, per lo più, ad un ridimensionamento  delle maxisanzioni già disciplinate dall’art. 1, comma 1178  della Legge 296/07 (Finanziaria 2006):

· da 500 a 2.500 euro per la mancata istituzione e tenuta del libro unico (in precedenza da 4.000 a 12.000 euro per ciascun libro non istituito);
· da 200 a 2.000 euro per la mancata esibizione agli organi di vigilanza (in passato unica sanzione da 4.000 euro a 12.000).

Disposizioni innovative specifiche sono state dettate, infine,  con particolare riferimento alla fattispecie del lavoro a domicilio di cui alla legge 18/12/1973, n. 877.

Interessanti novità, anche queste di carattere semplificativo e pertanto condivisibili, riguardano, più in generale, la tenuta di tutti i documenti di lavoro di cui alla Legge 11 gennaio 1979, n. 12, della quale è modificato l’articolo 5, nonché le assunzioni ed i connessi adempimenti ed infine le denunce per le assunzioni obbligatorie (legge n. 68/99)

Il nuovo articolo 5, legge 12/79 si indirizza, più compiutamente,  ai consulenti del lavoro ed “agli altri professionisti di cui all’art. 1, comma 1”, e conferma l’obbligo dei datori di lavoro, che si avvalgono di tali soggetti, di darne comunicazione preventiva alla DPL, indicando anche il luogo ove i documenti sono reperibili. Viene, quindi, abrogata la disposizione  che impone al datore di tenere presso il luogo di lavoro una copia di tali documenti.

E’ aggiornata la sanzione che punisce il consulente del lavoro e gli altri professionisti di cui all’articolo 1, comma 1, legge 12/79, i quali, senza giustificato motivo, non ottemperino entro 15 giorni alla richiesta degli organi di vigilanza di esibire la documentazione in loro possesso: la sanzione pecuniaria amministrativa va da 100 a 1000 euro.

In tema di assunzioni, le disposizioni previste dal decreto legislativo 297/2002 (art. 4 bis) sono alleggerite nel senso di prevedere la consegna al lavoratore di copia della comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto oppure del contratto individuale di lavoro, intendendosi così assolto all’obbligo di  dare notizia degli elementi essenziali del rapporto di lavoro, previsto dal d. lgs. n. 152, del 26 maggio 1997.

E’ abrogato, infine, l’obbligo di conservare i registri dei lavoratori mobili per almeno due anni dopo la fine del relativo periodo.

Per quanto riguarda la materia del collocamento obbligatorio, sono semplificate le procedure per le denunce annuali dei dati occupazionali, le quali verranno trasmesse per via telematica e non dovranno essere ripetute finché non avvengono cambiamenti rispetto all’ultimo prospetto inviato. Un successivo decreto interministeriale determinerà il modello del prospetto informativo nonché la periodicità e le modalità di trasferimento dei dati.

Appare, inoltre, apprezzabile l’eliminazione dell’obbligo di certificazione da parte degli uffici circa  l’ottemperanza alle norme della legge sul collocamento dei disabili.

Nell’ambito dell’articolo 39, in conseguenza dell’introduzione del “libro unico del lavoro”, sono abrogate tutte le disposizioni di legge che richiamavano il libro paga ed il libro matricola.

03/07/2008


 
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