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F.I.G.I.S.C. VENEZIA - I GESTORI AGIP CONTRO L’ENI

Scontro con la compagnia sul prezzo del carburante, il 7 maggio riunione a Mestre

Gestori Agip sul piede di guerra contro l’Eni. Partita da Treviso, dove il 29 aprile si è svolta una riunione tra i benzinai dell’Agip aderenti a Confcommercio, la protesta ora si estende a Venezia, dove i gestori si riuniranno mercoledì 7 maggio alle 21,00. 

Nel corso dell’assemblea, che si terrà nella sede della Confcommercio Unione provinciale di Venezia, verranno stabilite le iniziative da adottare in tutta la provincia per evitare di essere spazzati via dalla concorrenza sempre più agguerrita dei distributori senza insegna (le cosiddette pompe bianche) e della grande distribuzione, ai quali – a detta dei Comitati di colore della Gisc di Treviso e della Figisc di Venezia (che aderiscono a Confcommercio) – alcune società controllate dalla stessa Agip venderebbero il carburante a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato ai gestori che hanno invece l’esclusiva con l’Agip. E che si ritrovano, a questo punto, con il ‘nemico’ in casa.

I 55 gestori della provincia di Venezia che lavorano in esclusiva per il marchio Agip sono quindi pronti a dare battaglia, così come i 75 colleghi del Trevigiano: “Si tratta solo di scegliere la formula più opportuna ed efficace – spiega Maurizio Saccon, presidente della Figisc-Confcommercio della provincia di Venezia (il sindacato di categoria dei benzinai) - Prenderemo in considerazione una serie di iniziative nei confronti di Eni tra le quali l’ipotesi di uno sciopero, oppure il blocco delle carte di credito Agip, quelle che la Compagnia emette a enti convenzionati, trasportatori, enti pubblici e forze armate per l’acquisto del carburante, e non sono escluse nemmeno le vie legali. Certo è che così non si può più andare avanti: la benzina che noi vendiamo a 1,40 euro al litro la compriamo dall’Agip a 1,37 euro, realizzando quindi un guadagno di 3 centesimi il litro. Ci sono pompe bianche che invece la benzina la pagano 1,20 euro al litro. Insomma, comprano a prezzi più bassi rispetto a quelli che le stesse compagnie impongono alla propria rete. A questo si aggiungono i centri commerciali, che mettono in affanno i distributori tradizionali: a Portogruaro abbiano un esempio eclatante. E’ da troppo tempo che chiediamo all’Eni un incontro e che la compagnia fa orecchie da mercante – prosegue Saccon - Ecco perché, così come hanno annunciato anche i colleghi di Treviso, tra le ipotesi che stiamo studiando c’è anche quella di poterci svincolare dall’obbligo di acquistare il carburante dalla compagnia”.

Certamente una soluzione estrema da ponderare ma dettata dal fatto che in questi anni i vertici sindacali nazionali non hanno saputo tutelare i Gestori  nei  rinnovi degli accordi contrattuali con le compagnie petrolifere.

06/05/2008


 
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