Questo sito � stato realizzato con tecnologia Flash 7.0.
Se non visualizzi correttamente il filmato scarica il flash player
Oggi � il 27 Aprile 2017 | Mappa del Sito  MAPPA DEL SITO  |  Gallery  FOTOGALLERY |  Link Utili  LINK UTILI
ASSOCIAZIONE   SERVIZI   FORMAZIONE   AREA RISERVATA   COMUNICAZIONE    CONTATTI  
Argomenti


Ricerca nel Sito
Inserisci un termine di ricerca
 
 .

Codice Ambientale

 .
 

Codice Ambientale:

cambia ancora il D.Lgs 152/2006

Il 13 febbraio entra in vigore il decreto correttivo al Codice Ambientale, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 29 gennaio scorso. La nuova normativa, che integra e modifica il D. Lgs. 152/06.
Il complesso testo legislativo mantiene l’impianto onnicomprensivo per quanto concerne la regolamentazione di tutte le attività che hanno un impatto con l’ambiente (produzione rifiuti, smaltimento scarichi, immissioni di fumi, gestione e consumi delle risorse idriche, del suolo e dell’aria) ed è suddiviso in sei parti.
Nella Parte Prima si richiamano alcuni principi fondamentali della tutela dell’ambiente, mentre nella Parte Seconda sono state totalmente riscritte le norme sulla Valutazione d’impatto ambientale (VIA) e sulla Valutazione ambientale strategica (VAS) per accogliere le richieste avanzate dall'Unione Europea sulla non corretta trasposizione nazionale delle regole comunitarie. Regole che avranno conseguenze dirette, ad esempio, sulla pianificazione urbanistica e sui progetti per la realizzazione di grandi complessi direzionali, commerciali e produttivi.

La Parte Terza, in materia gestione delle risorse idriche, contiene modifiche importanti che riguardano, in particolare, la reintroduzione della definizione di "scarico diretto" nelle acque; 

La Parte Quarta, dedicata ai rifiuti, contiene innovazioni significative e corpose, come, ad esempio, il ripristino della nozione di “rifiuto” e la riformulazione, in senso restrittivo, della nozione di “sottoprodotto”.
Sono, poi, introdotte alcune variazioni riguardo al modulo di dichiarazione ambientale  (MUD), con l’estensione dei soggetti esonerati. Vengono, inoltre,  ripristinate le competenze delle  Province, che il Dlgs. 152/06 aveva sostituito con le sezioni regionali dell‘Albo gestori per gli aspetti procedurali e i controlli sulle operazioni in procedura semplificata. Viene anche ripristinato l’Osservatorio Nazionale sui rifiuti al posto della Autorità di vigilanza.
Tra gli elementi di particolare criticità si segnala la modifica dei Registri di carico e scarico, laddove viene prevista la vidimazione da parte delle Camere di Commercio territorialmente competenti che rappresenta un appesantimento burocratico e amministrativo per le imprese.
Il nuovo decreto non apporta, invece, modifiche relative alla nuova Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, mentre introduce un cambiamento di notevole interesse, in materia di assimilazione dei rifiuti.

la Parte Quinta, sulla tutela dell’aria, e Sesta, sul danno ambientale, non hanno, invece, subito alcuna modifica.

Quali sono le novità più rilevanti delle nuove disposizioni?

La nuova normativa interviene sulle prime quattro parti del decreto legislativo 152/06, lasciando al momento inalterate le altre due sezioni che disciplinano rispettivamente le norme sulla qualità dell’aria e il danno ambientale.
Nello specifico, le modifiche riguardano le norme in materia di valutazione d’impatto ambientale, la valutazione ambientale strategica, la tutela delle risorse idriche e la gestione dei rifiuti.
Nella prima parte del Codice sono stati introdotti nuovi principi di carattere generale in materia ambientale, come, ad esempio, il “principio di sviluppo sostenibile” in base al quale la Pubblica Amministrazione deve dare priorità alla tutela ambientale e il principio del “chi inquina paga” che obbliga il trasgressore all’integrale ripristino dello “status quo ante” dell’ambiente.

Che cosa cambia in materia di rifiuti?

In questa parte, la quarta, ci sono notevoli modifiche, come l’innalzamento a tre mesi, rispetto ai due attualmente previsti, del periodo entro il quale è permesso il deposito temporaneo dei rifiuti pericolosi.
E’, inoltre, formulato a chiare lettere, proprio per evitare interpretazioni discordanti sul territorio tra i diversi organi di controllo, che il trasporto in proprio dei rifiuti non pericolosi non è soggetto al modello di dichiarazione ambientale, in sigla Mud. A questo proposito è stata allargata la platea dei soggetti esonerati, con l’estensione anche alle imprese artigiane ed industriali fino a 10 dipendenti.
E’ stata, poi, eliminata la possibilità che si costituiscano più consorzi per tipologia di materiale o di imballaggio. Questo è un altro aspetto positivo dato che la costituzione di più consorzi in questo ambito avrebbe potuto comportare il duplice rischio di frammentazione dell’intera filiera e di aumento dei costi di gestione.

Che cosa si stabilisce per i registri di carico e scarico?

C’è un appesantimento burocratico e amministrativo per le imprese che consiste nella vidimazione dei registri da parte delle Camere di Commercio territorialmente competenti. Un obbligo, peraltro, con decorrenza immediata dato che non è stato previsto un regime transitorio.
In questo caso, anche con il nuovo decreto correttivo,  ci troveremo ancora una volta di fronte a molti problemi di carattere sia interpretativo che applicativo per via del rinvio ad un elevato numero di  decreti attuativi.

Cosa avviene per il regime tassa tariffa dei rifiuti?

Il nuovo decreto non modica l’art. 238 in tema di tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, ma introduce un cambiamento nei criteri di assimilazione previsti dall’art. 195 al comma 2 del decreto del 2006. I rifiuti da attività produttive vengono esclusi totalmente dalla possibilità di assimilazione, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o, comunque, aperti al pubblico.
Viene, poi, riformulato il criterio dimensionale per le attività commerciali. In questo caso i rifiuti che si formano nelle “strutture di vendita” con una superficie di due volte superiora a quella indicata dal decreto sulla riforma della disciplina del commercio,  150 mq. per i comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq per gli altri comuni, non sono assimilabili ai rifiuti urbani. 

Quali sono le novità per i rifiuti assimilati?

Entro un anno, il comune applicherà una tariffazione propria per le quantità conferite al servizio di gestione dei rifiuti urbani.
A questa tariffazione, inoltre, potrà essere applicata una riduzione fissata  sempre dall’amministrazione comunale.

06/02/2008


 
 .  .

Homepage Contattaci Mappa del Sito Copyright � 2000 / 2012 - Confcommercio Unione Venezia - C.F. 80012160273
Tel. 041.5310988 | E-MAIL: unione@confcom.it

CREDITS | PRIVACY
Ascom Chioggia Ascom Cavarzere - Cona Ascom Riviera del Brenta Ascom Marghera Ascom Mestre Ascom mirano Ascom Basso Piave Ascom Portogruaro Ascom Venezia e Isole