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Turismo Sostenibile

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Turismo più europeo se sostenibile. In Italia la buona volontà

Frenata da ostacoli politici e da carenza di infrastrutture

I paesi europei continuano a rimanere queli più visitati, anche a dispetto di altre località storicamente affermatesi del resto del mondo.
Secondo l’ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale del Turismo (UNWTO) nel 2006, oltre 460 milioni di turisti su 860 milioni a livello mondiale, hanno soggiornato in Europa.
Dato che segnala per giunta una crescita: +5,0% rispetto all’anno precedente.
Un flusso di denaro, naturalmente , e una complessa rete di business che può stimarsi intorno ai 281 miliardi di euro, tra i quali il 51% (540 miliardi) del totale prodotto proprio dal turismo.

Nel contesto europeo, l’Italia si assesta al 5° posto per numero di arrivi (con una percentuale di incremento nel 2006 rispetto all’anno precedente del 12,4%, migliore performance europea in assoluto) ed al quarto posto per entrate generate dal turismo internazionale (con un incremento del 7,7 % sul 2005).
Questo successo però potrà essere mantenuto solo a patto che si cambi comunque approccio, ovvero si vada verso un turismo sostenibile: ambientale e culturale.

Ma cos’è il turismo sostenibile? Confcommercio lo ha chiesto al Responsabile nazionale della struttura, Giovanni Bastianelli: “La possibilità di realizzare progetti di sviluppo economico senza alterare in modo irreversibile l’equilibrio naturale, sociale e paesaggistico del territorio.

In Italia, prosegue Bastianelli, “l’pproccio al Turismo sostenibile è visto soprattutto dal punto di vista ambientale. Molte imprese, anche per sottolineare una certa sensibilità verso questo nuovo modo di fare turismo, si stanno dotando di certificazioni di qualità europee e internazionali, come EMAS, ISO 14001, Ecolabel”.
Sulle necessità di orientare l’attività ricettiva verso la sostenibilità, non vi sono più dubbi. Contenimento dell’impatto ambientale, attenuazione della conflittualità propria degli impatti culturale prodotta dai flussi turistici, ricadute, non solo e non più solo positiv, economiche sono gli ambiti di intervento sui quali operare per garantire la sostenibilità del sistema di accoglienza delle nostre città e delle nostre località, senza distinzione tra mare, montagna, lago o aree rurali.
Qualche esempio nel nostro Paese è rappresentato da Bilione, nel comune diSan Michele al tagliamento, che è da qualche anno sito certificato EMAS. Ma anche il piccolo comune di Specchia, nel Salento: possiamo dire che quando la cultura aziendale, il contributo associativo e la pronta risposta da parte delle Amministrazioni Comunali si mettono insieme, il successo è assicurato e i risultati, anche in termini di ricadut economiche sul territorio sono tangibili già nel mdio periodo.

La sostenibilità come fattore di competitività dunque? Per Giovanni Bastianelli non bisogna lasciarci andare a facili entusiasmi e ad un approccio limitativo.
La soluzione al problema della competitività del turismo “ chiarisce il dirigente di Confcommercio nazionale — “ è molto complessa perché dipende da molteplici fattori. In italia poi rimangono condizionanti il quadro politico, economico e fiscale che penalizza i nostri operatori rispetto ai competitor europei.”
Bisogna risolvere mali “ antichi” quali la mancanza di un forte coordinamento a livello nazionale, la marcata regionalizzazione delle politiche di settore, l’esistenza di aliquote IVA applicate al settore degli alberghi e dei ristoranti, più alte di quelle di altri paesi come Francia e Spagna.
Per non parlare della mancanza infrastrutture e di trasporti: che penalizzano la fruibilità del nostro territorio.

29/01/2008


 
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